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A cura di: Redazione

L'occhio del fotografo + 100 e un consiglio per il fotografo

Logos propone due manuali di Michael Freeman: il primo, L'occhio del fotografo, (25,5x23,5 cm, 192 pp., 17,95 euro), ovvero della composizione nelle fotografia digitale; il secondo, 100 e un consiglio per il fotografo (21x23,5 cm, 176 pp., 17,95 euro), dove per la prima volta Freeman svela in un solo libro tutti i segreti della sua professione.

Si sa, un'adeguata padronanza delle regole della composizione è indispensabile per realizzare fotografie efficaci. La capacità di riconoscere un'opportunità fotografica e di organizzare gli elementi grafici in un insieme riuscito è da sempre una delle qualità più apprezzate in un fotografo. La svolta digitale ha influenzato profondamente il modo di avvicinarsi alla fotografia, rivoluzionando le tecniche della composizione, innanzitutto perché la possibilità di un feedback immediato permette di valutare e migliorare all'istante le proprie foto, in secondo luogo perché i software per l'elaborazione delle immagini consentono di alterare e ottimizzare la composizione anche dopo aver eseguito lo scatto. Il libro esplora gli approcci tradizionali alla composizione, ma affronta anche alcune tecniche digitali che si avvalgono delle nuove tecnologie per ampliare le possibilità creative senza compromettere l’originalità della visione del fotografo. In 100 e un consiglio per il fotografo Freeman spiega come sfruttare le potenzialità della fotocamera digitale, destinatari i fotografi di qualsiasi livello, da chi muove i primi passi ai professionisti esperti, dall’uso della fotocamera agli strattagemmi per recuperare i file danneggiati, fino ai metodi per archiviare efficacemente le immagini.


 

Smithsonian, un concorso fotografico


© George Burgin

Fondata nel 1846, la Smithsonian Institution, con i suoi musei e centri di ricerca rappresenta il “complesso di ricerca ed esposizione più grande al mondo”. Ha anche una rivista, lo Smithsonian Magazine, che dal 2004 promuove un concorso fotografico che, per l’edizione del 2012, arriva in questi giorni a conclusione. Selezionate «in base alla qualità tecnica, alla chiarezza e alla composizione, al gusto dell’imprevisto e all’abilità di catturare l’attimo» lo scorso 5 marzo sono state annunciate le 50 immagini finaliste, suddivise in cinque categorieThe Natural World, People, Travel, Americana e Altered Images. Risultati? A giugno. Per chi fosse interessato a partecipare alla prossima edizione, 2013, per inviare le proprie immagini c’è tempo fino al prossimo 29 novembre (www.smithsonianmag.com).

 

© Colleen Pinski
© Hai Thinh Hoang


 

Lo sguardo di Antonioni

Michelangelo Antonioni (1912-2007) è uno dei padri della modernità cinematografica. La sua opera ha oltrepassato i confini della settima arte: è stata profondamente ispirata dalle arti figurative e ha esercitato a sua volta su di esse un notevole ascendente, come sul cinema di ieri e di oggi. 
Ferrara celebra il maestro a cui ha dato i natali con una grande mostra (a Palazzo dei Diamanti fino al 9 giugno) che ripercorre la parabola creativa di Antonioni accostando i suoi lavori a opere di grandi artisti, come De Chirico, Morandi, Rothko, Pollock e Burri, e offrendo un inedito e suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia. Sullo sfondo, come un autentico filo rosso lungo tutto il percorso espositivo, risalterà la costante seduzione del regista per l’immagine, sia essa un dettaglio catturato dalla realtà - dal documentario all’ingrandimento fotografico - o una reinvenzione fantastica, come negli acquerelli delle Montagne incantate.


 

Donne senza tempo


© Stefano Lunardi

Timeless Woman è il titolo della mostra fotografica ideata dall'associazione culturale KREA e firmata dal fotografo Stefano Lunardi, presentata presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia per celebrare la donna e il suo ruolo nella storia in occasione dell’8 marzo. Attraverso i volti di una stessa protagonista, ritratta in diverse epoche storiche che l’hanno vista attrice principale. Attraverso un fil rouge che lega le eroine ritratte nelle opere: la nascita come nuova vita e presa di coscienza, poiché l’affrancarsi da un contesto storico parte sempre da un rinnovamento.