Fotografare in viaggio

A cura di: Antonio Politano

La luce

La luce è lo strumento espressivo più potente per chi fotografa. Di cui andare, sempre, alla ricerca. Da catturare, nei momenti migliori della giornata (primo mattino, tardo pomeriggio-sera). Da interpretare, quando (con pioggia, nuvole, nebbia, ecc.) non sembra ideale. Attraverso un'esposizione corretta, dettagliata, vicina a quel che vede l'occhio.
 

© Antonio Politano
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Arcobaleno davanti al mare di Ventotene

Il messaggio è: sfruttare il più possibile la luce naturale (ambiente). Alzarsi presto, tornare tardi. Sforzarsi di essere in giro fin dall'alba e oltre il tramonto. Quando l'atmosfera assorbe la luce bluastra e lascia passare quella rossastra dei raggi obliqui del sole, i colori sono più saturi, le ombre più morbide. Combinare luce naturale e luci artificiali, come nella luce a cavallo tra notte e giorno. Al crepuscolo, dopo che il sole è tramontato, fino alle prime ombre della sera; e all'alba, prima che sorga il sole e immediatamente dopo. È un momento in cui la luce solare e quella artificiale - lampioni, insegne, fari - si equivalgono. Dura pochi minuti, bisogna essere pronti a coglierlo. Usando il treppiede e ricorrendo per sicurezza (come in altre condizioni di luce difficile) al bracketing, l'esposizione a forchetta, scattando in sequenza più fotogrammi della stessa inquadratura con variazioni progressivamente più chiare o più scure, rispetto a quella centrale raccomandata dall'esposimetro, per assicurarsi almeno uno scatto buono.
 

© Antonio Politano
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Madagascar, strada sull'altopiano centrale

Si può lavorare solo con luce ambiente e si può aggiungere una seconda esposizione complementare alla luce ambiente, quella del flash. E dunque usare il lampeggiatore non solo in interni e scarse o nulle condizioni di luce, ma anche di giorno in esterni per aiutare a riempire (fill-in), illuminare le ombre, aggiungere luce senza cambiare l'atmosfera, far risaltare dettagli, render brillanti i colori e nei controluce (tranne se non si cerca proprio un effetto silhouette) per attenuare i contrasti esasperati tra sfondo luminoso e soggetto scuro e avere un'esposizione corretta in entrambe le zone, senza che la luce del flash prevalga su quella ambiente. L'obiettivo è far notare il meno possibile la luce del flash (riducendone l'intensità e compensando l'esposizione), restituire un'illuminazione quasi naturale.
 

© Antonio Politano
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Isola di Pasqua, prima del rito per l'annuale Tapati (settimana) dedicata
alla cultura Rapa Nui, gli abitanti originari (di origine polinesiana) dell'isola

Si può usare il flash in esterni - montato sulla macchina o meglio separato (grazie a un cavetto di collegamento) perché per l'angolo diverso disegna con più forza il soggetto - anche per congelare il movimento del soggetto, mentre la luce ambiente determina un effetto mosso sul resto della composizione. Se si scatta a mano libera, non esagerare comunque con i tempi di posa.