a cura di Valerio Pardi

Introduzione Sul campo
L'approcio standard: Photoshop
Condividere Gallery

 

Sul campo

Il bello della fotografia 3D è che non necessita di accorgimenti particolari o costosi accessori. Sono sufficienti infatti una qualsiasi macchina fotografica digitale reflex o compatta, un treppiede e preferibilmente una slitta per traslare la fotocamera tra uno scatto e l'altro. Per assurdo potrebbe anche non servire il treppiede, avendo l'accortezza di spostarsi di pochi centimetri tra uno scatto e l'altro, ma ovviamente, poter fotografare con l'ausilio di un solido e pratico treppiede facilità sia la procedura di composizione, sia la qualità dei singoli fotogrammi da allineare successivamente.

Per quanto riguarda la slitta, è ovviamente un accessorio altrettanto utile, ma alcuni recenti treppiedi come il modello Manfrotto raffigurato in foto, consentono di ribaltare in senso orizzontale la colonna centrale; non si avranno i moti micrometrici per lo spostamento, ma per iniziare a scattare qualche fotografia in stereo è più che indicato. Molto più utile, invece, ho trovato il piccolo accessorio con la bolla da infilare nella slitta porta accessori della reflex.

Ingrandisci

Questo piccolo ma utile accerssorio permette di avere la macchina sempre perfettamente in bolla, rendendo più facile l'operazione successiva di unione delle due immagini.

Il procedimento teorico che sta alla base della realizzazione delle immagini in 3D è già stato spiegato poc'anzi per cui vengo subito al lato pratico. Occorre scegliere un oggetto che abbia profondità, meglio se una parte si protende verso la macchina fotografica, e che questo non sia a contatto con i lati dell'immagine. Per semplicità lavoreremo su una statua. Ci si posiziona di fronte cercando di includere nell'inquadratura elementi ad una certa distanza in modo che questi poi generino la necessaria profondità.

Ingrandisci
Ingrandisci
Ingrandisci

A questo punto si eseguono gli scatti. Per avere un effetto più o meno marcato di tridimensionalità si possono scattare più immagini, spostando opportunamente la fotocamera, in questo caso: 7 e 15 cm circa.

Nella fase di elaborazione poi si potrà scegliere la coppia di scatti più adatta.

Per evitare che qualcosa cambi tra uno scatto e l'altro è preferibile lavorare in manuale e con l'autofocus disabilitato; è anche opportuno evitare di inserire i flash se non si ha un pieno controllo sull'illuminaizone della scena da riprendere. Se si include il cielo occorre anche prestare attenzione che non ci siano nuvole che potrebebro spostarsi tra uno scatto e l'altro. Come è facile intuire guardando le immagini, è impossibile riprendere oggetti in movimento, in quanto i due scatti non sono simultanei. Per poter riprendere scene dinamiche occorre utilizzare due fotocamere identiche collocate su di una piastra ed attivate simultaneamente tramite un comando di scatto remoto, come il telecomando a infrarossi ML-L3 utilizzabile sulle D40, D40x e D80.

La parte di ripresa si conclude qui.

 
precedente