Panoramiche one-shot da una barca: The Canal View…

A cura di: Chiara Masiero Sgrinzatto e Luca-Nicolò Vascon

L'immagine panoramica interattiva è un mezzo capace di dare all'osservatore un ruolo attivo all'interno della realtà fotografata, offrendogli un'esperienza coinvolgente e realistica. Quella che segue è la cronaca della realizzazione di un lavoro unico nel suo genere che, dopo più di un anno di gestazione, ha permesso di portare lo spettatore in una "passeggiata" tanto virtuale quanto realistica lungo la via principale di Venezia: il Canal Grande.

 

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La realizzazione di queste immagini richiede un percorso tecnicamente impegnativo. Mentre si resta occupati a padroneggiare e ad imparare prima i rudimenti e poi i trucchi del mestiere si tende facilmente a dimenticare che ogni sforzo tecnico deve essere completamente funzionale al contenuto. Dopo diversi anni passati a sviluppare migliorare e reinventare la fotografia panoramica, la scommessa è nelle idee.

Il sogno era quello di portare lo spettatore in una "passeggiata" lungo la via principale di Venezia: il Canal Grande. Per realizzarlo sono state scattate 553 fotografie panoramiche da una barca che, partendo dal nuovissimo Ponte della Costituzione, in un'ora circa è arrivata in Bacino San Marco, di fronte alla Piazza e alla Basilica.
Questo progetto, in particolare, ha avuto una gestazione molto lunga; ha richiesto più di un anno di prove, affinamenti, ed una grande quantità di mezzi a disposizione e soprattutto l'attuazione di un piano più ambizioso: Officine Panottiche, una realtà commerciale che concretizza 10 anni di ricerca e che, grazie alla collaborazione di amici e colleghi, rende realizzabili progetti come questo.

Quella che segue è la cronaca della realizzazione di un lavoro unico nel suo genere:

È presto, un'alba d'estate. Il solstizio passato da poco, è il momento migliore perché il sole sorge intorno alle 5:30
Però non fa affatto caldo, camicia e gilet quasi non bastano. Il meteo non promette bene, e le nuvole in cielo sono tante.
La nostra piccola barca a fondo piatto, generosamente fornita dall'ARTI S.p.A., incontrerà altri natanti da diporto o da lavoro, e vaporetti che affollano a tutte le ore le acque della principale arteria di traffico delle città, ma in misura molto, molto minore.

Scattare fotografie da una barca in movimento è una cosa delicata, Il fatto che si tratti di panorami comporta qualche complicazione in più. La barca non è molto grande, altrimenti finirebbe per occupare una buona parte del nadir e risulterebbe un elemento di distrazione rispetto al vero soggetto, i palazzi, i ponti, le meravigliose facciate che distano una decina di metri, a destra e sinistra.
Il fatto che la fotocamera, e quindi il punto di vista, siano in cima ad un palo, ad almeno quattro metri di altezza amplifica le possibilità di oscillazione di tutto il sistema.
È quindi di prima mattina che ci mettiamo il movimento.

Tre Nikon D700, tre obiettivi AF DX Fisheye-Nikkor 10.5mm f/2.8G ED opportunamente privati del paraluce con un seghetto a mano, la testa MrotatorR di Agno's con la centralina di distribuzione per sincronizzare gli scatti, il modulo GPS Nikon GP-1 montato sulla prima macchina, contrassegnata con la lettera “A”. Assieme a sei metri di scatto a distanza sta tutto dentro una grossa borsa fotografica. Il palo, il Big Agno's, si monta in un attimo, è maneggevole, rigido e leggero. Ma per bilanciare 10kg di attrezzatura in fondo ai 3 metri di palo, un contrappeso è necessario...
Ancora un poco. Non c'è abbastanza luce.

Le D700 possono trovare dettagli in una gamma tonale molto estesa. 14 bit, e ci sono tutti. Un click ogni sette secondi. Timer nell'orologio.
Intanto l'ultima verifica sulle macchine. Sono state già controllate tre volte il giorno prima, ma una volta in più non fa male.
Uno scatto a terra, per controllare l'esposizione e che tutto funzioni. Le ultime due parole per dire a chi ci segue per documentare, che siamo pronti.
La nostra barca andrà al minimo, ma Marco Miglioranza ed Emanuele Basso dovranno correre, per aspettarci ed intercettarci nei punti migliori.
Loro fanno le stradine secondarie, le calli, a piedi. A Venezia, "a piedi" si passa da dietro.
Noi siamo sulla strada principale, dove si affacciano tutti i palazzi della città. Il Canal grande.
L'adrenalina ci ha svegliato, più della sveglia puntata alle 3:40.
Le nuvole diffondono la pallida luce dell'alba, esce il chiarore.
Si parte!

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Premesse

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Il primo tentativo di passeggiata panoramica lungo il Canal Grande risale all'estate del 2008 ed è stato fatto con: una reflex apsc; un prototipo del Big Agnos con 3 sezioni e 4,5 metri di altezza; il fisheye Sigma 8mm e l'anello Agnos RingT8S.
Ruotare in corsa il palo, per ottenere i quattro scatti necessari, si è rivelato abbastanza semplice grazie all'ottimo bilanciamento e alla buona rigidità del sistema, non altrettanto facile è stato il montaggio delle immagini così ottenute. Il risultato è stato comunque eccellente e davvero incoraggiante, nonché un' ottima leva per ottenere le sponsorizzazioni successive.

Durante l'inverno 2008-2009 abbiamo potuto affinare il processo, trovarne tutti i punti deboli, e le relative soluzioni.

Officine Panottiche nasce anche per questo: la fotografia panoramica, in era digitale, non ha mai smesso di essere territorio di ricerca, uno di quegli ambiti della fotografia in cui c'è ancora molto da scoprire e tutto da inventare. Nel momento in cui si risolvono dei problemi specifici, la soluzione quasi sempre porta altrove, genera nuove idee e nuove applicazioni. Non a caso ci occupiamo di fotogrammetria, alta definizione (gigapixel image) e fotografia ad alta tecnologia impiegando attrezzature, tempo e sforzi economici nella ricerca, con ritorni in immagine ma soprattutto in conoscenza. Il lavoro di team ci porta ad affrontare le situazioni attraverso punti di vista differenti, e ad applicare tutta l'esperienza acquisita in campi diversi, dai grandi progetti alle piccole commesse di tutti i giorni.

Per la ripresa finale la soluzione più indicata è stata quella di utilizzare un'attrezzatura one-shot, tipo MrotatorR, una tripletta di Nikon D700 con Fisheye-Nikkor 10.5 e un palo lungo e solido.
Il palo libero tenuto a mano compensa solo in parte le oscillazioni della barca e gli errori dati dal sistema oneshot saranno di certo inferiori a quelli riscontrati nel primo tentativo. Inoltre il numero di immagini che si possono scattare è sicuramente maggiore, dando la possibilità di montare il tutto anche in formato video stop-motion.
Dividendo sulla carta il canale in settori, in modo da poter controllare la nostra velocità in maniera empirica ma abbastanza precisa, otteniamo una sequenza di immagini ogni 6 o 7 secondi (più di 500 scatti complessivi).

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Immagine panoramica scattata con tre Nikon D700 con Fisheye-Nikkor 10.5 su testa MrotatorR e BigAgnos Pole.

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In evidenza le posizioni delle tre fotocamere, solo schema e con immagine panoramica sovrapposta.

Era il 2004, quando Luca venne in contatto per la prima volta con Martino Agnoletto della Agnos Tech Engeneering. All'epoca teneva dei corsi di fotografia digitale e tecniche di fotografia panoramica all'Università IUAV di Venezia. Martino desiderava realizzare un dispositivo che scattasse fotografie panoramiche anche durante eventi, in uno stadio, o in altre situazioni complesse e che permettesse di ottenere una immagine con un solo scatto senza rinunciare in alcun modo alla qualità. Intendeva accorpare quattro o più fotocamere in una unica struttura. Luca sosteneva ne bastassero 3 e gli mandò i primi maldestri tentativi con una testa auto costruita, schizzi e diagrammi che spiegavano la teoria al di sotto.

Tre giorni dopo eravamo insieme intorno a un tavolo a definire il progetto della MrotatorR. A Venezia, il 3 febbraio 2005, eravamo pronti per le prime prove.

3 Nikon D70 con gli 8mm Sigma F4 EX, davano una sovrapposizione di pochi gradi, ma quanto bastava per mettere insieme un panorama completo.

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Primo test con il sistema One-Shot in Canal Grande dal Traghetto San Tomà

Quando si mettono insieme più fotocamere per produrre una immagine panoramica, bisogna considerare che tutto il sistema di ripresa sia ben fuori dal punto di parallasse zero. Nel progettare L'MrotatorR abbiamo avuto cura di tenere le macchine più possibile accostate, incastrandole a 60 gradi in modo da avere una copertura completa dell'angolo di campo. Questo il sistema ha dei limiti, circa 4-6 metri dal soggetto più vicino, altrimenti il ritocco è d'obbligo e non sempre possibile. Una attrezzatura di questo tipo nei casi specifici per cui è progettata, può dare dei considerevoli vantaggi e degli ottimi risultati.

Le macchine scattano contemporaneamente, non ci sono problemi di persone, veicoli, oggetti in movimento e simili. Tutto viene congelato nello stesso istante. È sufficiente costruire un solo progetto con il proprio software di stitching preferito per mettere insieme in automatico tutti, ma proprio tutti i panorami costruiti in una sessione, in quanto le macchine e le ottiche sono in un sistema rigido.

Quale soluzione migliore, per scattare al volo da una barca in movimento?

Una barca! Bene, ma che barca?

Non troppo grande perché non occupi troppo spazio nel panorama, né troppo piccola per contenere i movimenti dati dal moto ondoso; soluzione: una pattana con conducente.

Quando?
All'alba; il traffico pubblico e privato è molto limitato, non si arreca disturbo alla viabilità, il moto ondoso è ridotto al minimo e l'illuminazione è suggestiva. La stagione ideale è l'estate, dopo il solstizio ma prima che le giornate calino troppo (20 giugno- 20 luglio), quando la probabilità di tempo stabile è maggiore.