Che cos'è la prospettiva La scelta del punto di vista
La scelta della posizione del materiale sensibile/sensore Gli obiettivi Tilt & Shift Nikkor PC-E
Il controllo della prospettiva con Adobe Photoshop Il Filtro Correzione Lente
La correzione della prospettiva con Trasforma La Nikon D800 accresce il potenziale
Il termine "distorsione" e correzioni On-Camera DSLR Photogallery

Ingrandisci l'immagineLa Nikon D800 accresce il potenziale

È arrivata la Nikon D800 e una parte dei pensieri fatti finora deve essere rivista.
Frenando un legittimo entusiasmo per i 36 milioni di pixel a disposizione, ho scattato con il PC-E NIKKOR 24mm f/3.5D ED e il PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED, sia mantenendo l'apparecchio in bolla e forzando il decentramento con la macchina inclinata verso l'alto senza decentrare, per poter poi confrontare la qualità delle diverse immagini dopo le eventuali correzioni delle linee cadenti.

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Scatto con il 24mm f/3.5D ED PC-E decentrato al massimo e la D800 quasi perfettamente in bolla.
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Scatto con il PC-E NIKKOR 24mm f/3.5D ED non decentrato e la D800 inclinata verso l'alto.
   

 

 

 

 

 

 

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Il confronto tra i due scatti dopo le correzioni prospettiche; all'interno delle guide quello fatto con la macchina inclinata e senza decentramento, che diventa più piccolo dopo il cropping.

 
Il dettaglio al 100% del file fatto con la macchina in bolla e il decentramento, con una possibile blanda maschera di contrasto.
Il dettaglio al 100% del file fatto con la macchina inclinata e senza decentramento, con una possibile blanda maschera di contrasto.

 
Il confronto tra queste due fotografie, che dopo le correzioni prospettiche risultano di 4812x7277 pixel (formato quasi completo salvo un ritaglio minimo dovuto a trascurabili correzioni di distorsione, prospettiva verticale e rotazione) e di 3761x5636 pixel (circa 21 milioni di pixel) dice che la qualità resta sempre e comunque molto alta e che i limiti verificabili riguardano più le prestazioni delle ottiche che quelle del sensore.

Come è facile da immaginare, è il PC-E NIKKOR 24mm f/3.5D ED che viene parzialmente messo alle corde, e non potrebbe non essere così: l'angolo di campo di oltre 101° (angolo di ripresa di 84° mettendo a fuoco l'infinito) e le dimensioni minori del diaframma impongono una più vistosa aberrazione cromatica e una più evidente diffrazione delle radiazioni luminose. Il PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED è, invece, quasi perfetto, come credo possa essere dimostrato da questa sequenza: a partire da uno scatto completamente fuori bolla, dopo raddrizzamenti, trasformazioni e tagli si ottiene comunque un'immagine che, vista al 100% dà questo risultato.

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Scatto con il 45mm PC-E decentrato e con la D800 comunque inclinata verso l'alto.
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Il pannello Correzione Lente di Camera Raw con quasi tutte le correzioni applicate e la scala ridotta al 71% per conservare nel quadro l'intera immagine.
       
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Il file aperto in Adobe Photoshop con le ultime correzioni sulle linee orizzontali e la griglia di riferimento in Trasforma/Trasformazione Libera.
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Il file aperto in Adobe Photoshop con le ultime correzioni applicate.
       
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Il file con la finestra del cropping proporzionale alle dimensioni dell'originale.
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Il file definitivo.
       
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Dettaglio al 100% del file definitivo.
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Dettaglio al 100% con una possibile blanda maschera di contrasto.

Cercando quindi di riassumere e di ricondurre i ragionamenti verso il tema di questo eXperience dedicato alla correzione della prospettiva, con il sensore della D800 possiamo permetterci condizioni di scatto che con quelli delle D3s/D700 (esclusa la D3x) saremmo stati in dubbio se fare o no per la penalizzazione qualitativa che l'interpolazione necessaria alla correzione delle linee cadenti avrebbe imposto all'immagine definitiva. Per essere più chiari, con 36 milioni di pixel posso decidere di fare una correzione della prospettiva al contrario di quella che si fa di solito (cioè allargare la parte stretta del soggetto chiedendo a Photoshop di riempire i buchi con pixel simili a quelli esistenti), riducendo le dimensioni della parte larga del soggetto perché alla fine del percorso avrò comunque dei file notevoli, pronti per essere stampati anche a grandi dimensioni. La sequenza che presento è volutamente al limite e infatti il taglio finale che manterrebbe le proporzioni 2:3 del formato del sensore ci lascia una visione molto parziale del soggetto, mentre quello più largo possibile assume proporzioni molto allungate. In entrambi i casi ci troviamo con il lato corto appena più piccolo o appena più grande di 2.500 pixel, che consente stampe fine-art - senza interpolazione! - di circa 50cm di base per un'altezza (per la versione più allungata) di circa 30cm!

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Scatto con il 45mm PC-E parzialmente decentrato e con la D800 comunque inclinata verso l'alto.
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Il file dopo la correzione prospettica fatta con Trasforma/Prospettiva riducendo le dimensioni della parte larga del soggetto.s
       
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Il file con la finestra del cropping proporzionale alle dimensioni dell'originale.
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Le dimensioni del file appena tagliato.
       
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Le dimensioni del file con un taglio più stretto e lungo, per far vedere una porzione più ampia della parte vetrata curva del soggetto.
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Dettaglio al 100% del file definitivo.

...e poi ci sono i formati virtuali, che posso ottenere con la giunzione di tre scatti fatti con gli obiettivi decentrabili e la staffa Jumbo MBS, di cui abbiamo parlato in precedenti eXperience: il 36x48 o 48x36 millimetri (7.400x9.700 pixel: circa 70 milioni di pixel); il 24x60 o 60x24 millimetri (4.900x12.100 pixel: circa 59 milioni di pixel).

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Il formato virtuale di sensore da mm 36x48 ottenuto attraverso lo stitching di tre scatti orizzontali in Jumbo MBS, uno senza decentramento e due con decentramento verticale prima verso l'alto e poi verso il basso.
Il formato virtuale di sensore da mm 24x60 ottenuto attraverso lo stitching di tre scatti verticali in Jumbo MBS, uno senza decentramento e due con decentramento verticale prima verso l'alto e poi verso il basso.

Su queste dimensioni di file credo che sia inutile discutere se una correzione prospettica con interpolazione possa dare risultati di qualità o meno, vi pare? Consapevole, tuttavia, delle capacità informatiche del cliente medio, mi sono posto la domanda se fosse possibile effettivamente consegnare ai committenti dei TIFF da minimo 100MB (il semplice scatto di un sensore da 36 milioni di pixel a 8 bit), per non parlare dei formati Jumbo MBS (che superano i 400MB). Ho quindi immaginato, anche qui, il percorso inverso a quello abituale: anziché ingrandire un cropping fatto con la pur ottima D700 per riportarlo, dopo la correzione prospettica, ai nominali 12 milioni di pixel, magari forzando un po' la maschera di contrasto, ho preso il file semplice della Nikon D800 e l'ho rimpicciolito (con il menu Trasforma/Scala). Qui vedete un possibile confronto tra i due formati e gli ingrandimenti al 100% dei due file: quello da 36 milioni di pixel compresso a 12 offre un dettaglio decisamente superiore a quello da 12 milioni di pixel nativi.

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Il confronto tra uno scatto da 36 milioni di pixel (D800- sfondo) e uno da 12 milioni di pixel
(D700 - livello 1).
Lo scatto della D800, ridotto alle dimensioni di quello della D700 con Trasforma/Scala, completamente coperto da quest'ultimo.
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Dettaglio al 100% del file D700.
Dettaglio al 100% del file D800 ridotto a 12 milioni di pixel, con evidenti vantaggi qualitativi.

Ingrandisci l'immagineCerto, la domanda sorge spontanea: perché comprare una macchina da 36 se poi devo consegnare file da 12 milioni di pixel (o da 15, 18, 24 ecc.)? La risposta, almeno per me, è estremamente semplice: avere qualità premia sempre e l'aumento di risoluzione consente stampe da esposizione che prima erano irraggiungibili. In più, con buona pace dei già citati puristi dell'intangibilità dello scatto e del momento decisivo, con 36 milioni di pixel posso tagliare porzioni di immagine di alta qualità ottenendo così una zoomata a posteriori che magari in ripresa non avrei potuto fare (per esempio, perché avevo usato un'ottica a focale fissa, decentrabile o no). E no, non ditemi che mi sarei potuto avvicinare al soggetto, perché se lo avessi fatto avrei evidentemente cambiato tutta la dinamica prospettica del soggetto.

Per giungere alla conclusione resta da menzionare quanto ci offre la Nikon D800 che, nella sezione Menu Di Ritocco, consente di intervenire sulla prospettiva "in camera" in modo simile al filtro Correzione Lente. Qui, come anche in Adobe Photoshop/Camera Raw, possiamo ruotare il quadro d'immagine ed eliminare eventuali linee cadenti, avendo però l'accortezza di realizzare inquadrature più abbondanti di quanto faremmo normalmente, altrimenti parti importanti del soggetto potrebbero venir tagliate via.


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Lo scatto originale così come viene visualizzato sul display della D800.
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Il Menu Di Ritocco per avviare un piccolo raddrizzamento dell'immagine.
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La selezione dell'immagine nel Menu Raddrizzamento.
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Il display operativo del Menu Raddrizzamento.
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L'applicazione di una modesta correzione.
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Il Menu Di Ritocco per avviare la correzione prospettica dell'immagine.
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La selezione dell'immagine precedentemente corretta con Raddrizzamento.
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L'applicazione di una discreta correzione prospettica.
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Il risultato.

Il termine "distorsione" e correzioni On-Camera DSLR

La distorsione è una delle aberrazioni caratteristiche degli obiettivi, consiste nella variazione del rapporto di riproduzione tra il centro e la periferia dell'angolo di campo e dipende da una posizione asimmetrica del diaframma all'interno dello schema ottico. Se la variazione è negativa, le linee del soggetto si incurvano come un barilotto; se la variazione è positiva, le linee del soggetto si incurvano come un cuscino. Quando il soggetto è di forma geometrica la distorsione è immediatamente visibile, ma se l'obiettivo ne soffre (e questo, con gli apparecchi fotografici a corpo rigido, avviene quasi sempre: con le corte focali a causa dell'adozione di schemi retrofocus; con le focali più lunghe per quella di schemi teleobiettivo), il problema è comunque presente e sarebbe opportuno, per lo meno nella fotografia digitale, correggerla sempre con i filtri che i programmi di fotoritocco mettono a disposizione.

 

Nikon offre questo tipo di correzione attraverso i profili personalizzati e contenuti in Nikon Capture NX2 come descritto nell’eXperience di Valerio Pardi Nikon Capture NX 2: ottimizzare le prestazione degli obiettivi.
Ma anche On-Camera DSLR attraverso i profili già contenuti o implementabili con gli aggiornamenti firmware resi disponibili attraverso il sito Nikon di Supporto Europeo.

La distorsione negativa caratteristica degli obiettivi retrofocus; in questa foto, scattata con il 24 mm Tilt/Shift decentrato verso l'alto, si può notare che le linee orizzontali in alto sono convesse mentre quelle in basso, vicine al centro del cerchio di illuminazione dell'obiettivo, sono dritte.
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La distorsione positiva caratteristica dei teleobiettivi: le linee periferiche dell'edificio sullo sfondo sono via via sempre più concave.

Inrandisci l'immagineIl termine distorsione viene poi spesso, ma impropriamente, usato per descrivere la deformazione degli obiettivi grandangolari che dilata le dimensioni dei soggetti periferici. Questa dipende dal fatto che la proiezione del soggetto su un piano (il sensore o una pellicola) cambia dimensione a seconda di quanto ci si allontana dal centro.

Infine, la distorsione non deve essere confusa con la fuga prospettica della quale abbiamo parlato finora.

La dilatazione periferica caratteristica della proiezione extra-assiale dei grandangoli.