Fotografare con le gelatine di correzione colore per flash Nikon, tra tecnica e creatività senza limiti

A cura di: Roberto Insalata

Analizziamo l'impareggiabile beneficio offerto dalla convivenza tra il mondo analogico delle gelatine colorate e quello dei bit della fotografia digitale.


» Introduzione » La temperatura colore e il bilanciamento del bianco
» Impiego delle gelatine colorate » Gelatine CTO (Color Temperature Orange) – Ambra
» Gelatine CTB (Color Temperature Blue) e Green » Impiego delle gelatine colorate con Nikon SB-900
» Infrangere le regole delle temperature colore » Conclusioni

 

Accade in fotografia, analogamente ad altre forme espressive come la più movimentata cinematografia e il teatro, che si tenda a imitare il comportamento dell'occhio umano, uno strumento tanto complesso quanto affascinante, adottando tecniche e soluzioni pratiche in grado di restituire maggiore realismo ai risultati attesi, oppure di drammatizzarli in chiave creativa. Parliamo ancora una volta di illuminazione basata sull'uso di piccoli flash, una pratica amata - quanto ostentata - da molti fotografi, concentrando la nostra attenzione su un tema tutt'altro che trascurabile, dal titolo “temperatura colore”.

Nello specifico, cercheremo di evidenziare l'importanza delle gelatine colorate, un semplice, economico ed efficace strumento in grado di risolvere brillantemente l'esigenza di “sintonizzare” la temperatura colore delle varie sorgenti luminose (siano esse naturali o artificiali) partecipanti alla scena. Analizzeremo dettagliatamente la soluzione offerta da Nikon per le unità flash della serie professionale SB-900, dove la dignità delle gelatine colorate assume una nuova dimensione, in termini operativi ma soprattutto qualitativi, come vedremo nel seguito con gli esempi pratici espressamente realizzati per l'occasione.

Ricordiamo, infine, che l'impiego delle gelatine colorate rappresenta per il fotografo molto più che una soluzione tecnica, piuttosto una straordinaria opportunità per convertire - in misura assai diversa - un'immagine apparentemente banale in un risultato di grande impatto, in termini comunicativi e creativi, partendo dalla semplice colorazione di sfondi come descritto nel precedente eXperience “Accessori HONL per piccoli, grandi flash: modellare la luce dei Nikon SB-800 e SB-900 con semplicità, in studio e in esterni”, fino alla simulazione di condizioni di luce naturali come ad esempio tramonti e albe e/o singolari alterazioni molto ricercate come quelle di Strobist.


La temperatura colore e il bilanciamento del bianco
Una delle caratteristiche fondamentali del colore visibile, così come percepito dall'occhio umano e - con maggiori limitazioni - dall'elemento sensibile della fotocamera, è la sua temperatura, espressa in Kelvin (dal nome del fisico britannico che studiò il fenomeno nel 1.800), dal significato assai differente rispetto alla normale concezione riferita al calore. In sintesi, la temperatura del colore ci aiuta a classificare la cromaticità emessa da una sorgente illuminante, partendo dai toni più caldi (come una candela o una fiamma di colore rosso/giallo) presenti all'inizio della scala Kelvin, passando per quelli intermedi (tungsteno, luce solare) fino a quelli più freddi (ombra, cielo coperto e alba tendenzialmente bluastri) che occupano la parte estrema della scala stessa. Il fenomeno è stato analizzando partendo dalla combustione di un elemento completamente nero (quale il carbone), osservando le variazioni delle tonalità emesse dal corpo oggetto della sperimentazione (questo giustifica il riferimento alla temperatura comunemente nota).

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Scala Kelvin della Temperatura Colore e tipologie di illuminanti associate
 

L'occhio umano è dotato di una straordinaria e inimitabile capacità di compensare in gran parte le dominanti di colore nelle più complesse condizioni di luce, con estrema rapidità e precisione, a differenza di quanto accade in fotografia, in cui la generazione dell'immagine è il risultato della corretta miscela tra le singole componenti cromatiche (R+G+B).

Inutile ricordare che il problema della temperatura colore era già una sfida all'epoca della pellicola; sul mercato, infatti, erano presenti differenti modelli opportunamente tarati rispetto a condizioni di luce note (e quindi dominanti), come artificiale, daylight e tungsteno. Nell'era digitale, questa esigenza ha assunto una connotazione ben più precisa e facilmente gestibile: il bilanciamento del bianco. La funzione presente nelle più diffuse fotocamere digitali, siano essere reflex oppure compatte evolute, garantisce una coerente rappresentazione cromatica della scena ripresa (agendo sulla dominante nota), offrendo una serie di preset (daylight, tungsteno, ombra, nuvoloso ecc.) per le condizioni di luce più diffuse. Nei modelli di fascia medio-alta, tipicamente reflex, è possibile configurare il bilanciamento del bianco impostando l'opportuna temperatura colore (in Kelvin), conoscendo preventivamente le caratteristiche della sorgente luminosa.

Una valida alternativa in condizioni di luce continua o ambiente, è costituita dal bilanciamento del bianco premisurato, in grado di eseguire una misurazione precisa valutando un elemento percepito come neutro (grigio chiaro, cartoncino tarato al 18% ecc.) interessato dallo scatto. Resta inteso che quanto appena discusso è valido per sorgenti luminose “equivalenti” (in termini di temperatura colore), e la vera sfida si presenta con elementi illuminanti eterogenei, come il classico uso del flash sulla fotocamera (integrato o su contatto caldo) e una comune lampadina presente nelle abitazioni con funzione di luce ambiente. In queste condizioni, il bilanciamento del bianco assume la sua importanza per neutralizzare la luce ambiente (riducendo la presenza della dominante calda), se impostata da menu su Tungsteno o Incandescenza, ma il soggetto posto davanti allo sfondo risulterà comunque bluastro, a causa della temperatura colore del flash, operante nell'intervallo compreso tra 5000K e 5500K.

Come si risolve una tale criticità, non potendo agire sulla temperatura colore dell'unità flash? Ci sono due possibili soluzioni: mantenere la dominante calda sullo sfondo (e quindi il bilanciamento del bianco impostato su Auto o Flash), restituendo maggiore fedeltà al contesto, al prezzo di una evidente difformità cromatica con il soggetto in primo piano, oppure impiegare una gelatina di tipo CTO (Color Temperature Orange = AMBRA) montata davanti alla parabola flash, ricordando di impostare il bilanciamento del bianco della fotocamera su Tungsteno/Incandescenza.

Per quanto sopra rimandiamo anche a precedenti pagine eXperience curate da Valerio Pardi ai link di seguito:


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Scatto eseguito in luce ambiente - WB impostato su Daylight

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Scatto eseguito in luce mista (ambiente + flash) - WB impostato su Tungsteno

Il contributo del Flash SB-900 (posizionato in alto a sinistra su softbox 70x70 Photoflex)
evidenzia una corretta fedeltà cromatica solamente per il soggetto in primo piano, e richiede
una correzione colore per ristabilire il corretto bilanciamento con lo sfondo
.

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Scatto eseguito in luce mista (ambiente + flash) con gelatina di correzione Nikon “Amber”
(contenuta nel kit Nikon SJ-3 corrispondente a ½ CTO) - WB impostato su Tungsteno

La correzione di temperatura colore Daylight->Tungsteno introdotta dalla gelatina Ambra assicura
la fedeltà cromatica ricercata, liberamente alterabile con l’impiego di differenti densità CTO.

Si ringrazia il mobilificio Aguzzi di Senigallia (AN) - www.aguzziarredamenti.it

Un aspetto essenziale da non trascurare è che l'impiego delle gelatine colorate offre l'opportunità di operare con un bilanciamento del bianco selettivo - magari aiutandosi con modificatori di luce come griglie o snoot per attenuare le interferenze su altri soggetti della scena - a differenza di quanto si possa ottenere con la sola funzione WB impostata sulla fotocamera, che interessa evidentemente l'intera scena. Vedremo nel seguito come poter impiegare correttamente le gelatine colorate sui flash della serie SB-900, una pratica garantita anche su unità più datate come SB-800 e SB-600 malgrado manchino essenziali accorgimenti in grado di semplificare e velocizzare oggettivamente l'operatività in fase di ripresa, se pensiamo anche alle opportunità offerte dal sistema di comunicazione senza fili Nikon Creative Lighting System nota ormai anche solo con l'acronimo CLS.