Realizzare ottimi ritratti con un solo flash a slitta è molto semplice ed economico, ma prima è necessario conoscere il linguaggio della luce ed entrare in sintonia con esso.
 

Il linguaggio della luce Flash, stativo e snodo
Pannelli traslucidi Ombrelli riflessi e diffusi
Softbox dedicati Lenzuola bianche
Creare dramma con le griglie Link utili e Photogallery

 

Set 2: Pannelli traslucidi

Facciamo un passo avanti, alla ricerca di una migliore qualità delle ombre e alte luci con ridotta specularità, affrontando altri schemi di illuminazione particolarmente efficaci (universalmente validi), adoperando alcuni modificatori piuttosto semplici ed economici.
In generale, quando la luce attraversa un materiale trasparente (o traslucido), la sua energia viene assorbita in misura variabile (funzione del materiale costruttivo); l’illuminazione risultante è percepita dal lettore come miglioramento del livello globale di contrasto (ricordate le ombre “gentili”?). Verificare questo comportamento è molto semplice: se non possediamo un pannello traslucido per uso fotografico (come quello impiegato nel nostro esempio), possiamo sempre utilizzare un lenzuolo leggero oppure una tenda bianca in cotone.
Approfittiamo dell’occasione per sperimentare uno schema di luce molto gradito, conosciuto con il nome di “Profile”, posto lateralmente al soggetto (destra o sinistra); lo sguardo deve essere a favore della sorgente di illuminazione, meglio se perfettamente di profilo, per conferire una maggiore sensualità complessiva.


Ingrandisci l'immagine
Schema di luce con illuminazione
frontale al soggetto, orientamento 45°.
(Butterfly)



Nikon SB-910 con cupola diffusore
SW-13H di dotazione, comunicazione wireless Nikon CLS
(Gruppo “A” modalità TTL, Canale 1)

Modella: Francesca M.
Ingrandisci l'immagine
Ingrandisci l'immagine
Ingrandisci l'immagine
Immagine del set allestito per gli esempi,
configurato secondo lo schema di luce “Profile”.
Modella: Francesca M.

Nikon SB-910
interferito da lenzuolo bianco (2.5x2mt), comunicazione wireless Nikon CLS
(Gruppo “A” modalità M 1/2, Canale 1).
Volto del soggetto rivolto in direzione della spalla sinistra.
Modella: Roberta P.

Prima di affrontare un nuovo e pittorico schema di luce, è bene ricordare alcuni aspetti essenziali che si rifanno ai principi della luce: il pannello traslucido (o lenzuolo alternativo) realizza, di fatto, una nuova sorgente di illuminazione di più ampie dimensioni, e migliora sensibilmente il fattore qualità per le motivazioni sopra anticipate. Il grado di qualità raggiungibile è funzione di due fattori facilmente controllabili: la distanza “flash-pannello” e lo spazio “pannello-soggetto”. Più lontana risulterà la fonte di luce dal pannello, più ampio sarà il volume di illuminazione generato; più vicina sarà la nuova fonte di luce (flash+pannello) al soggetto, più morbide saranno le ombre prodotte.

Ne consegue che il grado di specularità delle alte luci e nitidezza delle ombre dipende essenzialmente dalla distanza flash-pannello, in misura direttamente proporzionale; una distanza minima genera un trascurabile incremento del volume di illuminazione e qualità complessiva.

L’ultimo schema di luce che suggeriamo è detto “radente” o “di taglio”, poiché rivela solamente le forme del soggetto, accarezzando qualsiasi sporgenza (volto, seno, spalle, fianchi, gambe, accessori). L’effetto prodotto da questa specifica configurazione è particolarmente drammatico, ma con pochi accorgimenti (come l’impiego di accessori indossati dal soggetto) è in grado di impreziosire lo scatto evocando eleganza, raffinatezza, sensualità, provocazione e lusso.


Ingrandisci l'immagine

Schema di luce con illuminazione
laterale e posteriore al soggetto
(Radente o “di taglio”)


Nikon SB-910 interferito da pannello traslucido 120cm, comunicazione
wireless Nikon CLS
(Gruppo “A” modalità M 1/4, Canale 1).
Volto del soggetto rivolto in direzione
della spalla sinistra.

Modella: Francesca M.

Ingrandisci l'immagine
Ingrandisci l'immagine
Ingrandisci l'immagine
Immagine del set allestito per gli esempi,
configurato secondo lo schema di luce “Radente”.
Modella: Francesca M.



Nikon SB-910
interferito da lenzuolo bianco (2.5x2mt), comunicazione wireless Nikon CLS
(Gruppo “A” modalità M 1/2, Canale 1).
Volto del soggetto rivolto in direzione della spalla sinistra.
Modella: Roberta P.

 

Ingrandisci l'immagine

Come è facile concludere, il kit Skylite, disegnato grazie alla trentennale esperienza del leggendario fotografo americano Joe McNally, è da ritenersi una luce principale di tipo “modulare”, potendo ospitare fino a 4 unità flash facilmente posizionabili e configurabili (per un controllo fine del volume di illuminazione finale). Inoltre va segnalato che il pannello traslucido svolge il ruolo secondario di “ostacolo” per assicurare ombra sul soggetto, quando quest’ultimo si trova illuminato dal sole.

Quali sono le applicazioni di questa vera finestra portatile, apparentemente di nicchia? Certamente tutte quelle situazioni che possono beneficiare (o esigere) di un’elevata potenza illuminante, ottenuta dal contributo dei singoli flash alloggiati, preferendo diaframmi piuttosto chiusi oppure la sorgente di luce è troppo distante per garantire la necessaria copertura luminosa.

Pannello traslucido Lastolite Joe McNally Skylite, 110x110cm, attacco per 4 flash
a slitta orientabili, adattatore “clamp” ruotabile con attacco 5/8” femmina compatibile con qualsiasi stativo da studio.


Ingrandisci l'immagine
Immagine di backstage dalla quale si può apprezzare il contributo offerto dal pannello quando è richiesta ombra sul soggetto.

Modella: Francesca M.
Ingrandisci l'immagine
Kit Joe McNally Skylite usato con 2 unità flash Nikon SB-910 attive (su quattro disponibili). L’obiettivo di questo scatto è stato trovare il corretto equilibrio tra luce ambiente e illuminazione artificiale.
Dati CLS: Gruppo “A”, modalità M 1/1, Commander Nikon
SB-900 on camera.

Modella: Francesca M.

(Nikon D4 + Nikkor 24-70 2.8, 1/250 sec @ f14, ISO 100).

Personalmente ritengo insostituibile (e infallibile) lo Skylite per l’impiego in modalità Auto-FP (o High-Speed Sync), una funzionalità supportata dai flash e fotocamere Nikon più evoluti, che consente di operare con tempi di sincronizzazione lampo fino a 1/8000sec, superando la nota barriera di 1/250sec (X-Sync) a cui siamo abituati. La funzione Auto-FP offre uno straordinario controllo creativo nella fotografia d’azione (con tempi di otturatore notoriamente molto brevi) ma anche in quella di ritratto, essendo possibile ottenere sottoesposizioni dell’ambiente “proibitive” se tentate con altri mezzi (come l’uso di filtri Neutral Density).

L’argomento High-Speed Sync ha una sua dignità che non trova però spazio in questa sede, ma vi presentiamo con piacere le immagini risultanti dall’applicazione di questa meravigliosa opportunità tecnica, invitandovi a osservare i dati di esposizione riportati nelle didascalie.

Ingrandisci l'immagine
Nikon D3 + 24-70 2.8G – 1/1250sec @ f6,3
Dati CLS: Gruppo “A”, modalità M 1/1, quattro flash attivi, Commander Nikon
SB-900 on-camera.
Ingrandisci l'immagine
Nikon D3 + 24-70 2.8G – 1/4000sec @ f6,3
Dati CLS: Gruppo “A”, modalità M 1/1, quattro flash attivi, Commander Nikon SB-900 on-camera.
Il controluce è prodotto dal sole, visibile sul lato destro della scena.
Ingrandisci l'immagine
Nikon D4 + Nikkor
24-70 2.8
, – 1/8000sec
@ f6.3.
Dati CLS: Gruppo “A”, modalità M 1/1, quattro flash attivi, Commander Nikon
SB-900 on-camera.
Controluce prodotto dal sole, evidente alle spalle del soggetto.
Ingrandisci l'immagine
Nikon D4 + Nikkor 24-70 2.8, – 1/8000sec @ f4.0.
Dati CLS: Gruppo “A”, modalità M 1/1, quattro flash attivi, Commander Nikon SB-900 on-camera.
Soggetto in ombra.


Cosa abbiamo appreso? La dimensione e la distanza della fonte luminosa - rispetto al soggetto - determinano la qualità generale della luce risultante. La scelta del modificatore di luce, in termini di ampiezza e del materiale interposto alla luce, è decisiva per risultati degni di apprezzamenti. L’uso di un lenzuolo, per via delle sue dimensioni tipiche, potrebbe richiedere un numero maggiore di flash, in funzione del volume di illuminazione atteso ma anche del taglio compositivo preferito dal fotografo (primo piano, mezzo busto, piano americano, figura intera).

 

Set 3: Ombrelli riflessi e diffusi

Probabilmente tra i più popolari modificatori di luce impiegati in fotografia analogica e digitale (luce continua e flash), gli ombrelli assicurano (a fronte di pochi euro di spesa) enormi soddisfazioni e garanzia di qualità al fotografo. In commercio sono disponibili numerose varianti di ombrelli fotografici, derivazioni di due grandi famiglie: ombrelli riflessi e diffusi.

Gli ombrelli riflessi producono una luce particolarmente morbida e avvolgente, concentrata in funzione del diametro, ma soffrono di limitata copertura luminosa dovuta alla loro forma concava e al doppio tragitto compiuto dalla luce (lampo riflesso), che comporta una significativa perdita di energia (1,5 EV); la parabola del nostro flash deve essere orientata verso l’interno dell’ombrello (con rivestimento disponibile in tessuto bianco, argento e oro), in direzione opposta rispetto al soggetto da illuminare.
 

Ingrandisci l'immagine

Immagine del set allestito per realizzare la foto sulla destra.

Artista: Roxy Rose

 

Ingrandisci l'immagine
Nikon SB-910 con ombrello riflesso, posizionati sulla destra della fotocamera, altezza 2mt, orientamento 45°.
Dati CLS: Gruppo “A”, Modalità M 1/4, Canale 1.

Artista: Roxy Rose


Schema di luce “Profile” allestito per l’immagine presente sulla destra, su fondo in carta di colore bianco.


Nikon SB-910 con ombrello riflesso, posizionati sulla destra della fotocamera, altezza 1.5mt, profilo completo.
Dati CLS: Gruppo “A”, Modalità M 1/4, Canale 1.

Artista: Roxy Rose

Ingrandisci l'immagine
Ingrandisci l'immagine


Schema di luce “Butterfly” allestito per l’immagine presente sulla destra.



Nikon SB-910 con ombrello riflesso, posizionati frontalmente al soggetto, altezza 2mt, orientamento 45°, pannello riflettente argento posto a livello delle ginocchia.
Dati CLS: Gruppo “A”, Modalità M 1/2.

Artista: Roxy Rose
Ingrandisci l'immagine

Gli ombrelli diffusi o “traslucidi” producono una luce piuttosto ricca di volume, morbida e con copertura ampia dovuta alla direzione di illuminazione e ampiezza specifica (con ridotte distanze soggetto-sfondo potrebbe contaminare oltremodo); la parabola del flash deve essere orientata verso il centro dell’ombrello, ed entrambi sono diretti verso il soggetto da illuminare. Il percorso compiuto dalla luce è uno soltanto, di conseguenza si ottiene una ridotta perdita di energia (circa 0.5EV). Il percorso compiuto dalla luce è uno soltanto, di conseguenza si ottiene una ridotta perdita di energia (circa 1 EV).
 

Ingrandisci l'immagine
Immagine del set allestito per realizzare la foto sulla destra.

Artista: Roxy Rose
Ingrandisci l'immagine
Nikon SB-910 con ombrello traslucido, posizionati sulla destra della fotocamera, altezza 2mt, orientamento 45°.
Dati CLS: Gruppo “A”, Modalità M 1/4.

Artista: Roxy Rose

Ingrandisci l'immagine
L’aggiunta di un pannello laterale consente di recuperare leggibilità sulla parte in ombra del soggetto.

Artista: Roxy Rose
Ingrandisci l'immagine
Nikon SB-910 con ombrello traslucido, posizionati sulla destra della fotocamera, altezza 2mt, orientamento 45°, pannello riflettente sulla destra del soggetto.
Dati CLS: Gruppo “A”, Modalità M 1/4.

Artista: Roxy Rose



Ingrandisci l'immagine

Schema di luce “Butterfly” allestito per l’immagine presente sulla destra.




Nikon SB-910 con ombrello traslucido, posizionati frontalmente al soggetto, altezza 2mt, orientamento 45°, pannello riflettente argento posto a livello delle ginocchia.
Dati CLS: Gruppo “A”, Modalità M 1/4.

Artista: Roxy Rose

Ingrandisci l'immagine



Adattatore universale Lastolite Joe McNally Triflash per alloggiare tre unità flash a slitta, supporto orientabile con viti di fissaggio, foro per ospitare un ombrello traslucido o riflesso.


Ricordiamo inoltre che in commercio esistono ombrelli per uso fotografico che superano i 2mt diametro, di tipo traslucido e riflesso, da impiegare certamente con più unità flash a slitta per sfruttare il volume di illuminazione disponibile; la creazione di una sorgente di luce aggregata (più flash adiacenti) si semplifica oltremodo facendo uso di speciali adattatori come il supporto Lastolite Joe McNally TriFlash.

Il successo e popolarità di questi semplici ed efficienti modificatori di luce ha invitato le aziende produttrici a sperimentare interessanti varianti “ibride”, come i più recenti Octabank (concettualmente simili agli ombrelli riflettenti ma di forma ottagonale), in grado di garantire una qualità di luce superiore e controllo del contrasto modulabile, grazie alla presenza di due membrane (interna ed esterna) di diffusione, e in alcuni casi con deflettore interno.

Ultima nota personale: tra le leggi della luce che sfuggono al controllo e alla razionalità del fotografo, rientra il fenomeno secondo il quale la luce produce differenti risultati in funzione del soggetto illuminato (genere Ritratto). A parità di condizioni di illuminazione (schema di luce, modificatori impiegati, potenze, distanze, sfondo ecc.), la luce produce emozioni sensibilmente diverse alternando le persone da ritrarre, distinte da caratteristiche apparentemente comuni come sesso, età, colore e forma dei capelli, occhi e soprattutto stato emotivo. Si tratta di un inspiegabile quanto meraviglioso fenomeno!