Sinergia ed emulazione dei Nikon Picture Control


» Premessa » Il formato RAW
» Il trattamento del formato NEF di Nikon » Camera Raw e i profili colore
» I nuovi profili Adobe » Il Profile Editor
» Uso di Profile Editor: adattare un profilo Adobe esistente » Uso di Profile Editor: Calibrazione di Camera Raw
» I profili Adobe e i Picture Control Nikon » Considerazioni finali

 

Premessa

La tecnologia hardware di ripresa fotografica si è velocemente sviluppata e l'accresciuta qualità attualmente ottenibile ha indubbiamente superato le aspettative anche grazie a processi evolutivi, introdotti otticamente ed elettronicamente nella produzione dei sensori d'immagine ma anche nella complessa elettronica di contorno.
La qualità ottenibile oggi su Reflex Digitali di diversa fascia offre campionamenti A/D anche a 14 bit per maggiori sfumature di dettaglio, colore e luminosità ma tali potenzialità, oggi più di ieri, trovano forti variabili di efficacia in base al software di sviluppo utilizzato. Software che non hanno il “solo” compito di demosaicizzare l'immagine prodotta da filtrature Bayer RGBR ma di fornire costruzioni colore sempre più mirate a risultati pensati sulle specifiche esigenze, e su quelle, cercare di garantire coerenze anche nelle numerose situazioni di ripresa sotto diverse fonti luce e variegate illuminanti.
I software dedicati hanno da sempre fornito soluzioni qualitative più “dedicate” ed automatizzate ma adesso sono finalmente disponibili personalizzazioni di software universali denominati “Raw Converter” dedicati ai RAW di qualunque marchio permettendo di “calibrare” la costruzione colore anche in base al RAW d'origine oltre che all'intento di costruzione immagine ed uscita.
Restano ad oggi ancora potenzialità dedicate quelle, ad esempio, di automatismi di controlli aberrazioni e vignettatura presenti anche sul RAW Converter Adobe ma non ancora automatizzati in base alle specifiche individuali di ogni singolo obiettivo.
Questo eXperience descrive le numerose nuove potenzialità offerte dai rinomati prodotti Adobe attraverso Adobe Camera Raw oggi disponibile in versione 5.3 o Lightroom 2.3 da poco concreta realtà anche in lingua italiana.

La stesura di questo eXperience è stata fatta nei mesi scorsi su versioni ancora Beta oggi disponibili in versioni definitive ed ufficiali a partire da Camera Raw 5.2. Vengono forniti come finali sia con Adobe Camera Raw stesso che con il DNG Converter solo per versioni 5 per CS4 ed inoltre i profili finali vengono forniti anche con Lightroom a partire dalla release 2.2. Ad oggi il Profile Editor è ancora in versione Beta 2 e non ci è possibile ipotizzare date ufficiali di disponibilità finali.


Il formato RAW

Il formato RAW (in inglese raw significa grezzo), utilizzato per la memorizzazione dei file delle fotocamere digitali, costituisce ormai il formato di base per l'elaborazione di qualità delle immagini digitali. Utilizzando tale formato è possibile ottenere la massima resa qualitativa che la fotocamera può offrire. Nella pratica il formato RAW viene considerato una sorta di “negativo digitale”. Un file RAW, infatti, contiene i dati letti direttamente dal sensore della fotocamera digitale, senza alcuna elaborazione successiva (ricostruzione dell'immagine, compressione, applicazione delle curve di contrasto e nitidezza, modalità di colore ecc.). Poiché il sensore digitale della fotocamera si basa sul principio del filtraggio di tipo Bayer (il 25% dei fotositi del sensore legge solo la componente rossa dell'immagine, un altro 25% solo la componente blu ed infine il restante 50% solo la componente verde), il file RAW non contiene altro che tali informazioni separate riguardanti i tre componenti (R, G e B), ma ancora non costituenti un'immagine definita vera e propria.

Ingrandisci
L'immagine RAW è composta dalle informazioni R, G e B su matrice Bayer poi interpretate
via software per ottenere la necessaria risultante RGB di ogni singolo pixel

Il principio del filtraggio di tipo Bayer, per quanto non privo di limitazioni, risulta di semplice implementazione e di costo accettabile ed è quello oggi più diffuso sui sensori delle fotocamere digitali. Naturalmente l'immagine ottenuta da un sensore Bayer deve essere ricostruita a partire dalle informazioni dei tre canali, in quanto è praticamente inutilizzabile al momento in cui viene letta direttamente dal sensore. Il compito di “ricostruire” l'immagine reale, mediante un algoritmo di interpolazione (detto “demosaicizzazione”) e di aggiungere le altre informazioni necessarie per creare un'immagine correttamente visibile, deve essere interamente demandata ad un sistema di elaborazione specifico, detto appunto convertitore RAW.

Qualsiasi fotocamera digitale contiene al suo interno, nel “firmware”, il programma di conversione RAW. Per le fotocamere compatte il file JPEG risultante è l'unico formato disponibile per il salvataggio, ma per gli apparecchi compatti più evoluti e per tutti quelli reflex, esiste la possibilità di salvare anche il solo contenuto RAW del sensore, senza alcuna elaborazione aggiuntiva.

Il file RAW fornito dalla fotocamera non è utilizzabile, come è ovvio, direttamente, ma richiede un software specifico per la ricostruzione. Tale software sostituisce appunto l'intera elaborazione altrimenti eseguita internamente dalla fotocamera. Questa possibilità di trattare il file RAW esternamente dall'apparecchio fotografico offre all'utilizzatore una serie di vantaggi, in quanto la catena di creazione dell'immagine digitale può essere controllata con maggiore precisione ed eventuali correzioni specifiche possono essere applicate nelle fasi iniziali della ricostruzione, con risultati decisamente migliori rispetto al medesimo ritocco eseguito su un file JPEG o TIFF già convertito “on-camera”.

I formati di tipo RAW non sono però tutti uguali. Ciascun produttore di fotocamere ha implementato un proprio formato RAW proprietario. Le informazioni sono naturalmente simili, ma scritte in ordine e posizione differente all'interno del file. Inoltre la decodifica e la conversione del file RAW richiede la conoscenza dello specifico modello di fotocamera, in quanto il trattamento da applicare sarà differente in base alle caratteristiche della fotocamera stessa. Questa mancanza di standardizzazione obbliga ciascun produttore di fotocamere digitali i cui modelli prevedono un formato RAW, a fornire un proprio software di conversione specifico. Nel caso di Nikon, il formato RAW è denominato “NEF”.