compatte e dslr
Di Mauro Minetti

Risoluzione
Uso del software Conclusioni

 

Qualità JPG, TIFF, RAW
Fin’ora abbiamo capito cosa significa il termine risoluzione, ma esiste un altro elemento che costituisce la qualità finale dell’immagine, ed è relativo al FORMATO DI REGISTRAZIONE.

La QUALITA’ che vogliamo ottenere dall’immagine, non è solo vincolata dalle sue dimensioni (risoluzione) ma anche dal tipo di registrazione che scegliamo sul dispositivo di acquisizione che possiamo distinguere in 3 differenti tipologie:
JPG (Joint Photographic Experts Group)
TIFF (Tagged Image File Format)
RAW (file grezzo, non elaborato)

Il JPG è il formato di registrazione più conosciuto, ed il più utilizzato nelle compatte digitali per ottenere un file "leggero" e quindi veloce da scrivere sulle schede di memoria.
Tuttavia, questa leggerezza deriva dalla perdita di informazioni dovute alla compressione dei dati dell’immagine. In parole povere, durante l’elaborazione dello scatto, il software residente sulla macchina fotografica elimina dati, relativi ai colori e dettaglio, considerati molto simili tra loro. La perdita di qualità, rispetto ad un TIFF o un RAW è avvertibile soprattutto nelle stampe in grande formato dal punto di vista del dettaglio, ma anche da una minore resa delle varie sfumature di colore indipendentemente dal formato di stampa.

Nelle fotocamere digitali compatte, alla massima risoluzione consentita troviamo come recente novità il formato JPG EXTRA (compressione 1:2), che ci permetterà di ottenere il miglior JPG con un "peso" dei file doppio rispetto a quello ottenibile da un JPG FINE ma ancora estremamente "leggero" per le sua qualità, ed a prima vista quasi indistinguibile da un TIFF.

Per maggiori velocità operative, sulle compatte come sulle DSLR possiamo optare per l’ormai abituale JPG FINE (compressione 1:4) che perderà leggermente qualità rispetto ad un’immagine scattata in JPG EXTRA, ma la differenza sarà comunque percettibile solo nelle stampe di grande formato.

Per poter apprezzare la qualità massima ottenibile dal dispositivo di acquisizione utilizzato, i formati di registrazione che mantengono inalterate tutte le informazioni relative all’immagine sono il TIFF ed il RAW (disponibili solo alla massima risoluzione).

Il TIFF è un formato utilizzabile esclusivamente sugli apparecchi compatti che permettono tale gestione dei file. Tuttavia, il "peso" di queste immagini aumenta notevolmente (richiedendo di conseguenza supporti di memoria ad elevata capacità), e rallenta inevitabilmente la prontezza di scatto che non può essere disponibile prima del termine della registrazione nel buffer di memoria o peggio ancora sul supporto utilizzato (CF, SD, ecc.).
Tale formato è da considerarsi “pronto” per la stampa, e molto più "lavorabile" in post produzione (tramite software di fotoritocco) rispetto ad un JPG, in virtù della maggior quantità di informazioni contenute.

La differenza qualitativa tra un TIFF ed un JPG deve essere anche analizzata in base al sensore che acquisisce l’immagine. Più il sensore è piccolo e tanto più saranno impercettibili le differenze riscontrabili. Mentre sulle DSLR, oltre alle dimensioni più grandi del CCD, dobbiamo considerare che il TIFF viene ricavato da un RAW con tutti i benefici derivanti dall’elaborazione personale apportata.

Le sostanziali differenze qualitative tra un TIFF ed un JPG FINE sono da ricercarsi nella gamma cromatica più ampia ed un maggiore dettaglio nei particolari rilevabili in un TIFF.
Sfumature che si possono apprezzare attraverso un monitor solo con un ingrandimento del 200% dei pixel. Discorso diverso invece se il confronto avvenisse su carta fotografica, dove il TIFF è subito evidente per la sua maggiore qualità e numero di sfumature rispetto ad un JPG.

 
 
Confronto basato sull'ingrandimento a monitor del 200% sull'immagine acquisita con una compatta digitale da 8 milioni di pixel con sensore delle dimensioni di 2/3"

Se il formato TIFF rappresenta il file completo d’informazioni pronto all’uso, il RAW chiamato NEF da Nikon (Nikon Electronic Imaging) rappresenta il “negativo assoluto” sul quale poter intervenire a piacimento in post produzione per creare l’immagine in basi alle proprie necessità.

Quando si richiede un file JPG oppure TIFF, la fotocamera elabora il RAW applicando l'algoritmo colore e tutte le impostazioni prescelte dall'utente circa bilanciamento del bianco, maschera di contrasto, compensazione tonale (livelli e curve di contrasto), saturazione colore, spazio colore ecc. ecc.

Mentre con il formato TIFF (oppure con il JPG qualitativamente inferiore) otterremo un file pronto per la stampa, non si può dire altrettanto per il formato RAW che richiede un elaborazione post scatto mediante appositi software per essere convertito ai formati adeguati ai dispositivi di stampa.

Il RAW offre la possibilità di intervenire sulla qualità e sulla costruzione dell'immagine RGB. Ciò permette il completo sfruttamento della gamma dinamica a 12 bit per canale (rappresentata dai computer a 16 per canale) oltre all'applicazione delle più idonee impostazioni diverse da scena a scena.

Da questo formato potremo correggere l’esposizione ed il bilanciamento del bianco ad esempio, come se potessimo ripetere la fotografia già memorizzata, oltre a tutte le altre regolazioni assegnate in fase di ripresa.

Sebbene questo formato sia disponibile di serie sulle recenti compatte digitali, il tempo di registrazione dell’immagine ci farà desistere dal suo utilizzo nel caso in cui necessitiamo della massima velocità di scatto, facendoci optare per il JPG EXTRA o FINE anche per poter memorizzare un maggior numero di immagini sulla scheda di memoria.

Tuttavia, per certe riprese, ad esempio macro, ritratti, paesaggi, ed in tutte quelle situazioni in cui possiamo permetterci di aspettare il termine della registrazione, sarebbe da preferire tale formato in quanto ci consentirà di correggere meglio eventuali errori in fase di ripresa, con tutta calma una volta "scaricato" il file sul nostro computer, ed ottenere in questo modo la massima qualità di stampa dopo averlo convertito in TIFF.

Il RAW richiede necessariamente un passaggio obbligato per la sua conversione nel formato idoneo alla stampa. Tali file dovranno essere convertiti in TIFF per poter essere gestiti dai dispositivi di stampa, sia del laboratorio quanto quello della stampante ink-jet (o altro tipo) utilizzata.
Convertire un file RAW a JPG sarebbe troppo riduttivo ai fini del mantenimento del dettaglio e cromia che solo il TIFF può mantenere.
Tale formato di registrazione è dunque la migliore possibilità qualitativa offerta, ma richiede una post elaborazione automatizzata su sequenze di immagini, oppure soggettiva immagine per immagine. Post scatto, il Raw potrà essere "editato" da PictureProject in forma amatoriale, oppure alla massima espressione qualitativa dal software opzionale Nikon Capture.

 
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