Vetrina

A cura di:

Vitantonio Dell'Orto
In comunione con la Natura

 

Considero la Natura un valore assoluto, il Tutto, un grande schema che brilla per genuinità, in contrasto con l'artificiosità, le contraddizioni e la perniciosità della società umana, e intendo quella industrializzata, affrancatasi dai meccanismi naturali (con le conseguenze che verifichiamo ogni giorno) in nome di un benessere spesso illusorio, e sempre riservato a pochi.



© Vitantonio Dell'Orto
Lupi in corsa. (Germania)
F90x, 300/4, Provia, treppiede, 1/20 s. - Condizioni controllate

Fotografare la Natura mi ha consentito di andare oltre, di forare il diaframma che mi separava dalla terra e che mi avvolgeva come un bozzolo, ottundendo la mia capacità di vedere, ma soprattutto di sentire con l'anima, di ascoltare lo spirito delle cose. Sceglierla come soggetto della mia fotografia è stata quindi la risposta necessaria ad un'esigenza interiore, più che una scelta, l'urgenza di rappresentare un'armonia ritrovata sotto forma di immagine per metabolizzarla, comunicarla: che una bella foto avesse di per sé una valenza etica, che potesse essere un momento formativo della coscienza, sono cose di cui sono sempre stato convinto.

I tempi dilatati, il contatto con i grandi spazi e con la fauna, la stretta relazione con i cicli propri della vita naturale, mi aiutano a pormi in maniera corretta e riflessiva nei confronti di ciò che mi circonda. Per questa serie di motivi ho sempre cercato di riservare la mia attività fotografica, amatoriale prima, professionale poi, all'ambito esclusivo delle cose naturali. Una decisione, va detto, per nulla restrittiva o limitante dal punto di vista creativo, ma certo non facile sotto l'aspetto vista più prosaicamente commerciale.



© Vitantonio Dell'Orto
Tramonto nella Lapponia svedese.
(Svezia)
Aurora Boreale.
(Svezia)

La sensibilità puntata sul mondo della Natura è una straordinaria antenna che mette in sintonia coi principi basilari che ci circondano. Si fotografa con attenzione, circospezione, consapevolezza, e grandi non sono solo le sensazioni che ricaviamo, ma anche gli insegnamenti. Non a caso Natura magister vitae, dicevano gli antichi. Il motto non risulta meno vero oggigiorno solo perché la nostra esperienza quotidiana della Natura si fa sempre più rara e problematica. È un momento di passione e di amore, liturgia che ci avvicina all'assoluto delle cose naturali. Un'occasione di crescita, di consapevolezza, di nuova attenzione per la Natura dovuta all'osservazione finalizzata allo scatto; tutto questo é più importante del soggetto che scelgo e del luogo dove lo trovo, e persino della qualità finale dei miei sforzi fotografici, della mia "bravura".

La fotografia è un mezzo, e non un fine, l'interfaccia ideale attraverso la quale poso un occhio diverso su quanto mi sta intorno; non fosse che per questo, posso dire che sicuramente ha fatto di me una persona di gran lunga migliore.



© Vitantonio Dell'Orto
Colori caldi, ma anche primi geli nell’autunno in montagna. (Svizzera)
F90x, Micro 105/2,8, Velvia, treppiede

Coerentemente con il mio approccio non mi sono specializzato in un genere preciso, e non amo i tecnicismi esasperati fini a se stessi. Vivo la fotografia come esperienza di armonia con l'ambiente. Perseguo costantemente la massima essenzialità nella composizione: più il messaggio è semplice e lineare, maggiore è la sua forza penetrativa e maggiore l'impatto su chi lo riceve. L'attenzione deve essere concentrata su un singolo concetto, su una singola atmosfera, suggestione, sensazione. Semplicità non è tuttavia sinonimo di minore difficoltà: la sfida sta nel cercare di catturare l'essenza di un soggetto, senza cadere in una sorta di astrattismo gratuito, una scatola vuota che ci porti ad immagini banali. Questo è tanto più vero quanto più il soggetto è "facile", accessibile, come spesso accade, ad esempio, nella fotografia di particolari. Mai perdere di vista l'emozione che ci spinge allo scatto, il senso ultimo di ciò che desideriamo esprimere.

La foto di Natura è forse il genere che richiede maggior completezza tecnica, coi suoi sottogeneri e argomenti che spaziano dalla macrofotografia anche spinta al suo contrario, il paesaggio, dal ritratto di animali alla foto di flora e al ritratto ambientato, per non parlare delle cosiddette tecniche speciali, quelle che richiedono trappole fotografiche e gestioni evolute dei lampeggiatori. Mi piace essere polivalente e governare tutte queste tecniche, in modo da cogliere qualsiasi aspetto della Natura che amo, calarmi in un ambiente e cercare di viverne tutti i momenti e le diverse dimensioni, da quella complessiva a quella particolare. In alcuni casi è penalizzante, in quanto non specializzarsi limita il tempo che si può dedicare a uno specifico approccio. Soprattutto per quanto riguarda la foto alla fauna non mi ritengo strettamente un cacciatore fotografico (termine che peraltro aborro dal profondo dell'animo) anche se il fascino della ricerca e l'emozione del contatto sono innegabili, e li ricerco attivamente. Ma finché sono una ricaduta, un effetto collaterale del senso di comunione con la Natura, ben vengano. Se la "cattura" fotografica diventa il fine, allora c'é qualcosa che non quadra. Oltretutto esistono foto di animali che richiedono una quantità di tempo e risorse paradossalmente non compatibili con la professione del fotonaturalista, almeno nel nostro paese.



© Vitantonio Dell'Orto
Gli steli dell’Equiseto incorniciano una solitaria piantina di Trifoglio fibrino (Svezia)
FM2n, 180/2,8, Velvia, treppiede

La conseguenza della polivalenza è un corredo completo (e, ahimè, pesante di conseguenza) che va dal supergrandangolo al supertele, spaziando fino al medio formato. A parte le ottiche specialistiche, come il 105 e il 500/4, dai quali non si può prescindere per un certo tipo di fotografia, amo in genere le focali medio-lunghe, che consentono di lavorare a "levare", di escludere elementi di disturbo, di avvicinarsi al soggetto e dargli peso e importanza, isolandolo dal contesto, permettendomi di rincorrere quell'essenzialità che ricerco.

Chi sono
Sono nato a Legnano nel 1962 e dal 2000 mi dedico a tempo pieno alla professione di fotografo naturalista. Ho pubblicato articoli completi, immagini e copertine sulle principali riviste del settore; dal 2004 curo le rubriche fotografiche della rivista Oasis. Nel 2001 ho pubblicato "Le forme incerte", Pubblinova Ed. Negri, e ho contribuito con le mie foto a circa venticinque altri titoli. Ho vinto la 1° edizione del Premio Italiano di Fotografia Naturalistica organizzato nel 2000 dalla rivista Oasis sia nella sezione "Paesaggio naturale" che in "Fiori e piante", e sono stato presente tra i premiati in tutte le edizioni successive, tranne nel 2002, anno in cui ho fatto parte della giuria. Nel 2001 sono Campione del Mondo di Fotografia Naturalistica con la rappresentativa italiana FIAF al F.I.A.P. Nature Biennial di Johannesburg; l'anno seguente ho vinto la XV edizione del Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica dell'Associaciò de Naturalistes de Girona, in Spagna. Fotografo in piccolo formato con reflex Nikon tradizionali e digitali, con ottiche originali e Sigma; uso esclusivamente pellicole Fujichrome Professional per la fotografia tradizionale. Per il medio formato utilizzo una folding Horseman 985 6x9, e ho utilizzato in passato un corredo Linhof Technika per gli scatti in grande formato. Sono presente sul web col sito www.exuviaphoto.it, nel quale presento una galleria di immagini, articoli e rubriche, e le notizie relative alla mia attività.



© Vitantonio Dell'Orto
Involo di gru cenerine.
(Spagna)
Falena su foglie di castagno.
(Piemonte)