Visioni

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Meditation... Navigation
Jerry Uelsmann

Fino al 15 Aprile il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona presenta Meditation… Navigation la prima retrospettiva europea di Jerry Uelsmann.
Una sintesi del mondo di un artista visionario, nato nel 1934 a Detroit: circa 90 opere originali in bianco e nero, che coprono un arco lungo ben 45 anni (dal 1961 al 2006), tutte stampate dall'autore su carta ai sali d'argento e capaci di fondere forma e contenuto in un unicum dal potere evocativo difficilmente descrivibile se non attraverso l'esperienza diretta con le immagini esposte.
Visioni
soggettive, composizioni surreali e oniriche, frutto di un sofisticato lavoro in fase di ripresa e di stampa, sospese in un equilibrio altro rispetto alla norma riconosciuta, con riferimenti e omaggi alla pittura di Renè Magritte, alla psicologia di Carl Jung e alle fotografie di Man Ray.

Così Mauro Fiorese, suo curatore, presenta la mostra: «Nelle immagini di Uelsmann concetti come "fedeltà" o "realismo" fanno riferimento a descrizioni di stati d'animo interni più che a fenomeni esterni. Di sicuro esse non intendono essere documenti nel senso che non cercano di produrre prove visive plausibili ma cercano di mostrarci UN mondo - non IL mondo - attraverso metafore, segni e simboli che fanno parte di un vissuto non riconducibile a precise condizioni di tempo e spazio.

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Undiscovered Self, 1999 © Jerry Uelsmann

Jerry Uelsmann viene spesso considerato uno degli autori capaci di aver ampliato il senso del termine fotografico violando letteralmente il concetto di testimone diretto e spontaneo di "un preciso momento spazio-temporale" e introducendo nel suo lavoro l'idea di tempo multivalente come alternativa al tempo lineare (…) A Uelsmann non interessa dar prova di particolari doti tecniche, per quanto davvero straordinarie siano le sue competenze e la metodologia affinata in tanti anni di camera oscura. Egli si preoccupa maggiormente d'innovare all'interno del proprio linguaggio, costringendo lo spettatore a misurarsi con le proprie emozioni e con la forma delle proprie espressioni simboliche e oniriche.

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Homage to Man Ray, 1997 © Jerry Uelsmann

Le sue immagini sembrano non voler fornire soluzioni in termini di contenuti ma piuttosto aprire delle porte su altre dimensioni, su aspetti più meditativi che logici della psiche umana. La fotografia sembra così un pretesto per parlare di altri saperi forse oggi poco vicini ad un mondo occidentale così pragmatico e ansioso di prestazioni e risultati "performanti" … Per Jerry il momento decisivo non è "qui e ora" ma la GENESI del suo processo creativo lo è; il resto avviene dopo lo scatto e il momento decisivo viene semplicemente prolungato, dilatato". Se, infatti, nel lavoro dei fotografi seguaci del cosiddetto "momento decisivo" Bressoniano tutto convergeva nel momento del clic in cui si trattiene il respiro, nel caso di Jerry Uelsmann quel momento viene posticipato e rimandato alla camera oscura, da lui stesso definito il suo laboratorio di ricerca visiva. Un luogo dove scoprire, osservare, meditare (…) La scuola di Jerry Uelsmann appartiene alla fotografia analogica, fatta di pellicola, chimici e carta ai Sali d'argento.

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Untitled, 1982 © Jerry Uelsmann

Ma anche se le immagini di Uelsmann vengono convenzionalmente realizzate con la macchina fotografica, quello stesso strumento rimane per lui un semplice oggetto per "collezionare". E per lui il lavoro prodotto con la fotocamera non rappresenta né un punto di arrivo né il momento più creativo della sua produzione: le sue immagini, infatti, sono frutto d'esposizioni multiple in fase di ripresa, di sandwich fotografici composti con strati di pellicole e, soprattutto, di esposizioni multiple in fase di stampa dove egli mette in atto il vero processo creativo».

Chi è
Jerry Uelsmann, fin dagli inizi della sua carriera, verso la fine degli anni '50, divenne il pioniere di un nuovo approccio, diametralmente opposto all'estetica prevalente in quel periodo, che influenzò una generazione di artisti e fotografi. Uelsmann ha studiato presso il Rochester Institute of Technology e alla Indiana University e ha insegnato per più di quarant'anni presso la University of Florida a Gainesville dove ancora oggi risiede. I suoi lavori fanno parte di importanti collezioni di fotografia e sono state esposte in numerose mostre personali, compresa quella che nel 1978 fu curata da John Szarkowski presso il MoMA. di New York.

www.comune.verona.it/scaviscaligeri/

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Untitled, 1990 © Jerry Uelsmann