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A cura di:

Fotografare (e disegnare/dipingere/scrivere) per un taccuino
Simonetta Capecchi

Napoli offre un serbatoio immenso di suggestioni letterarie, visuali o sonore, che si prestano ad essere utilizzate in un racconto per immagini della città. Spesso rappresentata in passato, oggi presente negli scatti dei fotografi e scelta come ambientazione di innumerevoli romanzi, Napoli sembra invece scomparsa dalle tele dei pittori, dai taccuini degli architetti e dai carnet di viaggio dei viaggiatori contemporanei.

© Simonetta Capecchi
Sguardi su Napoli. Giro della città in 30 taccuini di viaggio
© Simonetta Capecchi/In viaggio col taccuino, 2008

Disegnare e scrivere su un taccuino mi è sempre piaciuto, in viaggio, o dentro casa, mi aiuta ad osservare più attentamente. Arrivata a Napoli negli anni Novanta, ho spesso utilizzato il mio taccuino per esplorarla in profondità. Per questo nel 2006 proposi alla rassegna napoletana Galassia Gutenberg, libri e multimedia, di curare uno spazio dedicato al carnet di viaggio, con esposizioni, incontri ed eventi collettivi e con una sezione, Sguardi su Napoli, dedicata al racconto visuale della città nei taccuini. Un libro bianco da riempire che si può tenere in tasca e portare con sé come un diario personale ma che può diventare una galleria d'arte portatile. Dove conta la sequenza delle immagini più che il singolo disegno o il singolo scatto. Dove, come dice Wim Wenders, «ogni seconda immagine può iniziare una storia». Un po' quaderno per appunti e un po' libro d'artista, il taccuino mi è sembrato un supporto adatto a raccogliere sguardi eterogenei sopra un unico tema.

Sguardi su Napoli. Giro della città in 30 taccuini di viaggio
Sguardi su Napoli. Giro della città in 30 taccuini di viaggio

D'accordo con gli editori dei famosi Moleskine, abbiamo distribuito un centinaio di taccuini a persone diverse, non solo ad artisti, architetti e fotografi ma anche scrittori, insegnanti, semplici viaggiatori, bambini e studenti, incoraggiando anche chi non lo aveva mai fatto a raccontare la città dal proprio punto di vista, con parole e immagini. Il formato era unico per tutti: un Moleskine tascabile a fisarmonica, una striscia di carta piegata a zig-zag lunga quasi tre metri, come le antiche cartografie, come i moderni souvenir di cartoline. I taccuini sono stati poi accostati tra loro e montati in un enorme pannello che mescolava autori di ogni età e professione, a costituire una sorta di grande mappa della città. Un progetto artistico collettivo che ha già visto tre edizioni molto apprezzate dal pubblico e ampiamente documentate in rete dal blog In viaggio col taccuino. Recentemente una selezione tra le centinaia di autori che hanno partecipato alle tre rassegne è stata pubblicata dall'editore Liguori a mia cura: Sguardi su Napoli. Giro della città in 30 taccuini di viaggio è il primo libro italiano collettivo dedicato ai taccuini di viaggio. Dal quaderno alla mostra, passando per il blog, i taccuini hanno così riguadagnato la carta stampata.

© Cecilia Battimelli
© Cecilia Battimelli/In viaggio col taccuino, 2007

Le tecniche di rappresentazione utilizzate sono state le più varie. Molti hanno disegnato o acquerellato come me, alcuni hanno disegnato a penna o hanno solo scritto, altri hanno creato dei collage. La sola indicazione per tutti era quella di cercare di abbinare testo e immagini, creando una sequenza narrativa o tracciando un itinerario. Presento di seguito e nella galleria di immagini a lato cinque autori che hanno privilegiato la fotografia per il loro racconto visuale della città, interpretando il tema in modo del tutto diverso. Le immagini fotografiche sono di volta in volta diventate metafore visuali, hanno intercalato un diario intimo, hanno fornito materiale per un collage o materia prima sulla quale intervenire graficamente.

© Simonetta Capecchi
© Simonetta Capecchi, Taccuino napoletano 2008

Cecilia Battimelli è architetta ma si dedica a tempo pieno alla fotografia che utilizza anche in installazioni multimediali. Un suo primo taccuino, Andare… andare (2007), risponde alla mia richiesta di compiere un reportage sugli stranieri presenti a Napoli. Un collage di foto e matite colorate dedicato ai venditori ambulanti africani che, arrivati da lontano, continuano il loro viaggio spostandosi ogni giorno da un capo all'altro della città, carichi di merce. Una serie di intensi ritratti fotografici si staglia su uno sfondo a pastello, dove un unico paesaggio congiunge il deserto africano con via Toledo. In Asfa-alto. Attraverso il cielo (2008), l'autrice ha invece ideato "una mappa a quota +10 e capovolta", dove alle strade si sostituisce il cielo, quello che appare ai nostri occhi quando camminiamo a testa in su.

© Sergio Grispello
© Sergio Grispello/In viaggio col taccuino, 2008

Sergio Grispello, fotografo, vive tra Napoli e Barcellona e viaggia per tutto il Mediterraneo con il suo furgone super accessoriato, modello casa/museo/garage. Napoli passport (2007) è un taccuino composto da dieci ritratti di amici stranieri che abitano in città. Nel taccuino Catrame (2008), l'autore pensa a Napoli da lontano e sente la propria città tatuata sulla pelle, con segni indelebili: «È il bitume nero, vulcano di lava, ferita aperta, ricordo vivo, porto in cui si ritorna. Napoli è parte di me, appiccicata addosso, ovunque io vada è dentro di me. Odori mediterranei misti all'acre della munnezza, zolfo, menta, basilico… Non va via, è come uno strato di catrame».

Sergio de Benedittis è fotografo e autore di cortometraggi e installazioni. Il flusso dei suoi pensieri tratto da numerosi diari personali è riportato nel taccuino San Gennaro tupamaro (2006) e accompagnato da piccole fotografie di grande nitore, che si sollevano come finestrelle mostrando altrettante piccole foto. Ambivalente il rapporto con la città e amare le conclusioni, soprattutto nel secondo taccuino, Da Capodimonte a via Marina (2008), dove le strisce di provini sulla città sono immerse… nel sangue: «La città continua a divorare se stessa e resta solo sangue. E la fotografia, di tutto il sangue che Napoli riesce a buttar fuori, forse aiuterebbe a capire che non c'è più tempo per cambiare le regole del tira a campare», e Napoli è «una città sulla quale è diventato difficile anche solo posare un fetente di sguardo».

Caroline Peyron è un'artista di origini francesi che abita a Napoli dagli anni Ottanta. Recentemente interviene sulle stampe fotografiche incidendole e disegnandoci sopra, facendo emergere riflessi di luce dorata. Nel taccuino No home, no direction (2008) mette in gioco parti del suo corpo, ponendo "le mani sulla città", in cerca di casa e di direzione, nella metropoli invasa dalla spazzatura. Un collage colorato dove mappe stradali, frammenti di giornale, fotocopie e fotografie "graffiate" diventano un unico amalgama.

© Sergio de Benedittis
© Sergio de Benedittis
In viaggio col taccuino, 2006

Juana Lacorazza, danzatrice e performer colombiana, è arrivata in Italia a diciotto anni per studiare arte. Nel taccuino Bogotà era lontana (2007) racconta del suo rapporto con la città attraverso fotografie e intrecci di fili cuciti attraverso le pagine: «A Napoli ho conosciuto la vita adulta. Sono diventata Juana, ho imparato a vivere lontano dai miei luoghi. Ho costruito ogni istante della mia vita come desideravo e ho fatto amicizia con la nostalgia».

© Juana Lacorazza
© Juana Lacorazza/In viaggio col taccuino, 2007

Sguardi su Napoli è un progetto artistico unitario di cui ogni singolo taccuino è soltanto un frammento e forse solo per frammenti è possibile leggere e raccontare una città così complessa e contraddittoria. Se, come scrive Erri De Luca, su Napoli «non si ha diritto di sguardo dall'alto, e solo il vulcano ha titolo per sovrastare», questo è un racconto a più voci del "caleidoscopio napoletano", una raccolta di sguardi ravvicinati, trasversali, parziali e provvisori.

http://inviaggiocoltaccuino.blogspot.com (Simonetta Capecchi)
http://www.surreo.com (Sergio de Benedittis)
http://www.sergiogrispello.com (Sergio Grispello)

© Caroline Peyron
© Caroline Peyron/In viaggio col taccuino, 2008