Sguardi 91

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Editoriale

Grandi scrittori visti da grandi fotografi, visioni urbane al centro di un festival che sta crescendo, il villaggio di Gabriel García Márquez, l'intervista a un fotografo-regista, le varie facce del paesaggio, istantanee dal Giappone e viaggi attorno alla propria stanza, il lungo percorso di un fotografo-viaggiatore e quello nella memoria di uno studente, news su visioni fotografiche e pittoriche. Questo il mix di Sguardi di novembre.

Per Cartier-Bresson fotografare uno scrittore significava cogliere il suo silenzio interiore, la personalità, non semplicemente un'espressione. Qual è la storia, il segreto (se c'è), di quell'incontro speciale che è il ritratto? Alcune centinaia di esercizi di stile (ed eventuali risposte) sono contenute nel ricchissimo volume Scrittori, a cura di Goffredo Fofi, pubblicato da Contrasto: dall'Hemingway di Robert Capa al Kerouac di Elliott Erwitt, passando per autori come Umberto Eco e Zadie Smith, da una parte, e Richard Avedon e Paolo Pellegrin, dall'altra.

Tra fotografia e regia si muove Francesco Cabras, protagonista dell'intervista di questo numero in occasione di due mostre personali in corso a Torino e Milano, che a Sguardi racconta i suoi tentativi di fuga dal reportage nei suoi lavori più recenti, alla ricerca di connessioni emotive, percezioni sospese, suggerimenti da offrire più che descrizioni da dare.

Un'altra possibile relazione tra letteratura e fotografia ha esplorato Fausto Giaccone, con il suo lavoro sul villaggio immaginario al centro di Cent'anni di solitudine di Marquez – Macondo – rintracciato in diversi luoghi di una Colombia contemporanea, in un bianco e nero classico e contemplativo.

Le città sono al centro della nuova edizione di Photolux, il festival che Lucca dedica alla fotografia, con cadenza biennale, diretto appassionatamente da Enrico Stefanelli. Tema scelto per rendere omaggio a Gabriele Basilico, scomparso qualche mese fa. Tema sviluppato in decine di mostre, tra le quali Sguardi segnala in particolare quelle di Massimo Vitali (con le sue vedute dall'alto di moltitudini in spiagge, parchi, supermercati) e di Luca Campigotto (con le sue immobili metropoli notturne, da Venezia a New York, da Chicago a Tokyo).

Le diverse declinazioni del paesaggio, oltre la cartolina, sono l'oggetto di un nuovo festival nato a Sud. Dal titolo - La misura del paesaggio - e programma felice grazie soprattutto alla scelta di tre lavori come 106 Statale Jonica di Filippo Romano (sul mondo attorno alla strada che corre lungo la costa da Taranto a Reggio Calabria), Stessa spiaggia, stesso mare di Marco Rigamonti (sul litorale tra Nizza e Cannes) e Migranti ambientali: l'ultima illusione di Alessandro Grassani centra (su luoghi che stanno scomparendo a causa di disastri e inquinamento).

Una fotografa francese, innamorata del Giappone, e tre fotografe del panorama italiano contemporaneo danno vita a uno spazio di genere nella lunga serie di inviati di questo numero di Sguardi: Suzanne Held, con le sue immagini da un paese abitato dalla tradizione in mostra al Museo d'Arte Orientale di Torino, e Silvia Camporesi, Simona Ghizzoni e Beatrice Pediconi, protagoniste dell'ultimo appuntamento della rassegna La fotografia al femminile dell'Auditorium di Roma.

Gli ultimi inviati, ideali, di Sguardi sono Roberto Salbitani, il cui percorso espressivo quarantennale è per la prima volta in mostra con Storia di un viaggiatore al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, e Francesco Amorosino, con il suo viaggio nei luoghi dell'infanzia in compagnia dei suoi giocattoli.

Chiudono le news, con la segnalazione delle sempre interessanti proposte di Forma a Milano e della Casa dei Tre Oci a Venezia, e delle suggestioni di altre arti visive, all'Ara Pacis di Roma, offerte dalla pittura degli impressionisti che tanti incroci ha con l'approccio fotografico. Si leggano, a questo proposito, le parole illuminanti che Paul Valéry dedicò a Degas: «giudicava il gentil sesso dagli esemplari a lui consueti, non metteva nessuna compiacenza nell'abbellirli. Il suo nero sguardo non vedeva niente di rosa».

Buoni viaggi, buone letture e visioni con Sguardi.

[Antonio Politano]