Relazioni - Letteratura e fotografia

Grandi scrittori visti da grandi fotografi

Che significa fotografare uno scrittore? Per Henri Cartier-Bresson significa cogliere del soggetto che si ha davanti il silenzio interiore, tradurre in fotografia «la personalità e non un’espressione». Per altri, può voler dire riprendere un amico in una pausa di una battuta di caccia (Robert Capa con Ernest Hemingway) o al contrario, cogliere l’essenza trasgressiva di un giovane talento o la malinconia di un grande vecchio (Richard Avedon con Truman Capote e con W.H. Auden). In ogni caso, è sempre il risultato di un’alchimia complessa e affascinante in cui giocano attrazione, curiosità, capacità di introspezione psicologica, possibili affinità esistenziali. Il libro Scrittori (17 x 22 cm, 512 pp., 250 immagini a colori e in bianco e nero, Contrasto, 28 euro) raccoglie una selezione di 250 ritratti di scrittori, dai primi del Novecento ad oggi, scelti da Goffredo Fofi e realizzati da grandi fotografi. Per ogni ritratto, intenso, penetrante, spesso celebre o magari insolito, un testo spiega i perché di questa scelta, ricorda alcuni capolavori che hanno reso lo scrittore immortale e, quando possibile, racconta la storia dell’immagine, di quell’incontro unico e irripetibile che è, appunto, il ritratto.


Scrittori (17 x 22 cm, 512 pp., 250 immagini a colori e in bianco e nero, Contrasto, 28 euro)

Come scrive Fofi, «nei casi più belli, è accaduto che gli scrittori – ma non solo loro, è ovvio – abbiano scoperto qualcosa di sé che ignoravano, o su cui non avevano abbastanza riflettuto, nell’immagine che di loro ha dato un fotografo che sapeva vedere. Per questo, molte delle fotografie del volume ci permettono di capire meglio e di più non solo chi era uno scrittore che ci è caro (o che detestiamo, perché no?) ma anche la misura delle sue opere, quanto dei suoi rovelli vi si è trasferito. Quanti grandi scrittori – o scrittori che hanno lasciato il segno! E quanti grandi fotografi – che hanno saputo guardarli, capirli, e consegnarli alla storia o, più semplicemente, alla nostra curiosità e al nostro ricordo». I testi che accompagnano le fotografie sono di Maria Baiocchi, Guia Boni, Goffredo Fofi, Alessandra Mauro, Carlo Mazza Galanti, Isabella Pedicini, Alessia Tagliaventi, Anna Tagliavini.


Ernest Hemingway, Sun Valley, 1940. © Robert Capa/Magnum Photos/Contrasto

Come primo esempio di testo tratto dal libro, abbiamo scelto quello che accompagna il ritratto di Ernest Hemingway realizzato da Robert Capa a Sun Valley nel 1940: «Nel 1925 Ernest Hemingway, veterano della Prima guerra mondiale ed ex-inviato del Toronto Star (grazie al quale ha girato tutto il mondo conoscendo le più importanti personalità del suo tempo) è un giovane scrittore che ha al suo attivo alcuni racconti e ha appena firmato un contratto con un editore di tutto rispetto, Liveright. Quasi in contemporanea però incontra Francis Scott Fitzgerald, che gli presenta il più prestigioso editor della storia della letteratura americana (e non solo): Maxwell Perkins, di Scribner’s. Che fare? Come svincolarsi dall’impegno appena firmato? Non c’è che un modo: farsi cacciare. Hemingway butta giù in quattro e quattr’otto un romanzetto che prende bellamente per i fondelli un altro autore della scuderia Liveright: il suo amico Sherwood Anderson, ben più importante di uno sconosciuto giovanotto di belle speranze. Liveright non può che rifiutare il romanzo (Torrenti di primavera, 1926) consentendo a Hemingway, a termini di contratto, di passare a Scribner’s portandosi dietro un “vero” romanzo destinato a consacrarlo scrittore autentico, e un titolo che voleva suonare profetico: Il sole sorgerà ancora (meglio conosciuto come Fiesta).

L’uomo che ha dormito in più letti di Garibaldi (e quasi mai da solo, e quasi mai con la stessa donna), protagonista dei salotti e delle avventure più estreme, l’uomo che aveva molte più vite dei suoi famosi gatti a sei dita, realizzò con un gesto meschino (che non volle mai ammettere pubblicamente) la svolta più fondamentale della sua carriera letteraria. Sotto la magica ala di Perkins infatti il sole sorge davvero sulla sua carriera di scrittore di grandi romanzi e di racconti immortali, da Fiesta fino a Il vecchio e il mare e alle Nevi del Kilimangiaro, con tutto quello che c’è in mezzo (compreso il Pulitzer nel 1953 e il Nobel arrivato nel 1954, “troppo tardi”, sembra abbia commentato) e con tutto quello che sarà pubblicato postumo. A differenza di quelli con le donne, il matrimonio con Scribner’s si rivelerà indissolubile; unica costante in un’esistenza vissuta pericolosamente, eternamente al limite, eternamente precaria. Il suo grande amico Robert Capa lo fotografa durante una battuta di caccia a Ketchum, nella Sun Valley, Idaho. Nel 1959 lo scrittore acquistò in quel luogo una villa sulla collina, e in quella villa il 2 luglio 1961 si tolse la vita».


Jack Kerouac, New York, 1953. © Elliot Erwitt/Magnum Photos/Contrasto

Restando in America, ecco il testo che accompagna il ritratto di Jack Kerouac realizzato da Elliott Erwitt a New York nel 1953: «La storia di due amici cattolici che vagabondano per il paese in cerca di Dio. Non molti riconoscerebbero in questa definizione quel manifesto della cultura Beat che è Sulla strada di Jack Kerouac. Eppure, è proprio questa la definizione che ne diede l’autore stesso in un’intervista. Scrittore iconico come pochi altri, assurto a simbolo di una generazione ribelle e bruciata, che pasticcia con le droghe e con l’alcol con la stessa disinvoltura con cui pasticcia con religioni e misticismo, con pacifismo teorizzato e violenza praticata, con sesso e arte spinti, Kerouac fu tutto questo eppure non si può ridurre a questo. La sua breve esistenza inizia in una famiglia cattolica franco-canadese in una cittadina industriale del Massachussetts. Frequenta la Columbia University dove si lascia conquistare, oltre che dall’atmosfera del Greenwich Village, anche dalla grande letteratura angloamericana, tra cui Saroyan, Dos Passos e Thomas Wolfe. A quest’ultimo soprattutto si rifà con il suo primo romanzo, La città e la metropoli (1950). Dopo la traumatica esperienza della guerra avviene l’incontro decisivo con gli esponenti della Beat Generation: William Burroughs, Allen Ginsberg e soprattutto, nel 1946, Neal Cassady (il suo “buddy” in Sulla strada), con cui inizia quei pellegrinaggi per gli Stati Uniti che sono alla base del suo romanzo più famoso.

Romanzo che tuttavia, come molti altri da lui scritti negli anni Cinquanta, stenta a trovare un editore (sarà pubblicato solo nel 1957, grazie all’esplosione del fenomeno Beat), e non solo a causa del linguaggio e delle situazioni scabrose. La verità è che Kerouac ha iniziato a percorrere la difficile strada della sperimentazione letteraria e mira a raggiungere la cosiddetta “prosa spontanea”: un tentativo di liberare la parola dagli schemi grammaticali e sintattici per avvicinarla il più possibile all’ininterrotto fluire del pensiero. Un tentativo che Kerouac persegue fino alla fine, ma che non verrà mai pienamente compreso dal pubblico né dalla critica: le pesanti stroncature che si abbattono su quasi tutti i suoi libri (con l’eccezione de I vagabondi del Dharma, 1958) finiscono con l’annientarlo. Negli anni Sessanta è, paradossalmente, l’autore più famoso del suo tempo e insieme un fallito alcolizzato. Ancora giovane, misterioso e affascinante, lo ritrae Elliott Erwitt nel 1953, lo stesso anno in cui il fotografo entrerà a far parte di Magnum. Erwitt lo fotografa dal basso, seduto su una sedia illuminata nell’oscurità, conferendo alla sua figura elegante un’aura enigmatica. Kerouac morirà nel 1966 stroncato dalla cirrosi».


Italo Calvino, Roma, 1984. © Gianni Giansanti/Contrasto

Infine, il testo che accompagna il ritratto di Italo Calvino realizzato a Roma da Gianni Giansanti nel 1984: «Al centro di Fedora, città invisibile di pietra grigia, c’è un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modello di un’altra Fedora. Mille forme e ognuno può scegliere la città che corrisponde ai propri desideri. Anche Calvino, così come Fedora, ha uno e mille volti. Maestro del ribaltamento, così lo ritrae Giansanti mentre guarda in macchina e nello stesso tempo ci mostra il rovescio di se stesso. Come per tanti autori della sua generazione, in principio fu il neorealismo. Il dovere di raccontare la materia densa della storia che aveva appena vissuto: la Resistenza, la guerra partigiana. È da qui che Calvino inizia a prendere parola, da quel Sentiero dei nidi di ragno che si snoda sulle colline liguri, vicino alla sua Sanremo. Ma questo per lui non sarà che l’inizio di un movimento continuo che lo porterà a scovare altre strade, attraversate dalla sperimentazione e da procedimenti narrativi liberi e scatenati. Nelle Cosmicomiche e in Ti con zero arriva a compiere acrobazie vertiginose agitate dalla più libera immaginazione intellettuale. Negli anni Sessanta si fa politica con il linguaggio e Calvino, che alla politica ci crede, non si sottrae alla ricerca di significati alternativi. Questo scrittore ama l’ars combinatoria e da un certo punto in poi inventerà narrazioni che si costruiscono come un’operazione logica o una partita a scacchi.

Mentre il suo peso di intellettuale cresceva nella cultura italiana, la sua prosa si faceva sempre più leggera e inafferrabile. Nel 1984 Calvino viene invitato a tenere, nell’anno accademico seguente, sei conferenze all’università di Harvard. La scrittura di queste lezioni divenne per lui quasi un’ossessione. Sceglie come tema il nuovo millennio e decide di dedicare la prima lezione alla leggerezza. A proposito del suo lavoro scrive: “La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio”. I temi delle altre lezioni sono: rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza. Calvino non farà in tempo a tenere il seminario perché muore improvvisamente nel settembre del 1985, un mese prima di partire. Le lezioni saranno però raccolte in un libro fondamentale, allo stesso tempo riepilogo di una vita di riflessioni sulla letteratura e una serie di lucide proposte per il nuovo millennio».


Paul Auster, New York, 1994. © Bruce Davidson/Magnum Photos/Contrasto

Lista scrittori

Chinua Achebe, Zhong Acheng, Anna Achmatova, Adonis, Jorge Amado, Martin Amis, Guillaume Apollinaire, Roberto Arlt, Miguel Ángel Asturias, Margaret Atwood, Wystan Hugh Auden, Paul Auster, Ingeborg Bachmann, James Baldwin, James Ballard, Alessandro Baricco, Julian Barnes, Pío Baroja Y Nessi, Georges Bataille, Simone De Beauvoir, Samuel Beckett, Saul Bellow, Juan Benet, Tahar Ben Jelloun P.Thomas Bernhard, Karen Blixen, Aleksandr Blok, Roberto Bolaño Avalos, Heinrich Böll, Yves Bonnefoy, Jorge Luis Borges, Bertolt Brecht, André Breton, Hermann Broch, Josif Aleksandrovic Brodskij, Michail Bulgakov, Anthony Burgess, William S. Burroughs, Guillermo Cabrera Infante, Italo Calvino, Albert Camus, Elias Canetti, Truman Capote, Alejo Carpentier, Emmanuel Carrère, Raymond Carver, Louis Ferdinand Céline, Javier Cercas, Raymond Chandler, Bruce Chatwin, Jean Cocteau, John M. Coetzee, Colette, Julio Cortázar, Edward Estlin Cummings, Marina Cvetaeva Vedi Tsvetaeva, Don Delillo, Anita Desai, Philip K. Dick, Alfred Döblin, John Dos Passos, Theodore Dreiser, Marguerite Duras, Friedrich Dürrenmatt.


Zadie Smith, Londra, 2005. © Eamon Mc Cabe/Camera Press

Umberto Eco, Thomas Stearns Eliot, Bret Easton Ellis, Ralph Waldo Ellison, James Ellroy, Paul Éluard, Per Olov Enquist, Hans Magnus Enzensberger, Sergej Esenin, John Fante, William Faulkner, Francis Scott Fitzgerald, Jonathan Safran Foer, Janet Frame, Jonathan Franzen, Carlos Fuentes, Carlo Emilio Gadda, Federico García Lorca, Gabriel García Márquez, Jean Genet, Amitav Ghosh, André Gide, Allen Ginsberg, Witold Gombrowicz, Nadine Gordimer, Maksim Gor’kij, Juan Goytisolo, Günter Grass, Graham Greene, David Grossman, João Guimarães Rosa, Dashiell Hammett, Knut Hamsun, Peter Handke, Ernest Hemingway, Miguel Hernández, Hermann Hesse, Patricia Highsmith, Nick Hornby, Michel Houellebecq, Bohumil Hrabal, Aldous Huxley, Eugène Ionesco, Christopher Isherwood, Kazuo Ishiguro.


Antonio Tabucchi, Milano, 1985. © Giuseppe Pino/Contrasto

Henry James, Juan Ramón Jiménez, James Joyce, Ismail Kadaré, Franz Kafka, Kostantinos Kavafis, Yasunari Kawabata, Jack Kerouac, Stephen King, Ágota Kristóf, Milan Kundera, Selma Lagerlöf, David Herbert Lawrence, John Le Carré, Doris Lessing, Carlo Levi, Primo Levi, José Lezama Lima, Clarice Lispector, António Lobo Antunes, Jack London, Malcolm Lowry, Lu Xun, Cormac McCarthy, Carson McCullers, Ian McEwan, Antonio Machado, Nagib Mahfuz, Norman Mailer, Curzio Malaparte, André Malraux, Thomas Mann, Sándor Márai, Javier Marías, William Somerset Maugham, François Charles Mauriac, Vladimir Mayakovsky, Arthur Miller, Henry Miller, Czesław Miłosz, Yukio Mishima, Ferenc Molnár, Eugenio Montale, Elsa Morante, Alberto Moravia, Toni Morrison, Mo Yan, Herta Müller, Antonio Muñoz Molina, Alice Munro, Haruki Murakami, Iris Murdoch, Robert Musil, Vladimir Nabokov, Vidiadhar Surajprasad Naipaul, Irène Némirovsky, Pablo Neruda, Cees Nooteboom, Amélie Nothomb, Joyce Carol Oates, Victoria Ocampo, KenzaburōŌe, Michael Ondaatje, Juan Carlos Onetti, Anna Maria Ortese, George Orwell, Amos Oz.


Jorge Luis Borges, Palermo, 1984. © Ferdinando Scianna/Magnum Photos/Contrasto

Orhan Pamuk, Pier Paolo Pasolini, Boris Pasternak, Cesare Pavese, Octavio Paz, Daniel Pennac, Georges Perec, Fernando Pessoa, Alejandra Pizarnik, Sylvia Plath, Ezra Pound, Jacques Prévert, Marcel Proust, Manuel Puig, Thomas Pynchon, Raymond Queneau, Rainer Maria Rilke, Alain Robbe-Grillet, Henry Roth, Joseph Roth, Philip Roth, Arundhati Roy, Juan Rulfo, Salman Rushdie, Antoine De Saint-Exupéry, Jerome David Salinger, José Saramago, Jean-Paul Sartre, Roberto Saviano, Alberto Savinio, Leonardo Sciascia, Winfried Georg Sebald, Léopold Sédar Senghor, George Bernard Shaw, Georges Simenon, Isaac Bashevis Singer, Zadie Smith, Aleksandr SolŽenicyn, Osvaldo Soriano, Wole Soyinka, Muriel Spark, Christina Stead, Gertrude Stein, John Steinbeck, Italo Svevo, Wisława Szymborska, Antonio Tabucchi, Rabindranath Tagore, Jun’ichiro Tanizaki, Dylan Thomas, Marina Ivanovna Tsvetaeva, Giuseppe Ungaretti, Paul Valéry, Ramón María Del Valle-Inclán, César Vallejo, Mario Vargas Llosa, Giovanni Verga, Gore Vidal, Enrique Vila-Matas, Kurt Vonnegut, Derek Walcott, Alice Walker, David Foster Wallace, Robert Walser, Herbert George Wells, Irvine Welsh, Eudora Welty, Nathanael West, Christa Wolf, Virginia Woolf, Kateb Yacine, William Butler Yeats, Abraham Yehoshua, Marguerite Yourcenar, Andrea Zanzotto.


Ingeborg Bachmann, Roma 1954. © Herbert List/Magnum Photos/Contrasto

Lista fotografi

Abbas, Bob Adelman, Denis Allard, Ulf Andersen, Zak Andre, John Angerson, Richard Avedon, Helmut Baar, Micha Bar Am, Bruno Barbey, Sophie Bassouls, Jerry Bauer, Anders Beer Wilse, Gianni Berengo Gardin, Ian Berry, Nathalie Blandin, Pierre Boulat, René Burri, Larry Burrows, Cornell Capa, Robert Capa, Rodrigo Cabrita, Iván Cañas, Ghitta Carell, Henri Cartier-Bresson, Sigfrid Casals, Alberto Conti, Jerry Cooke, Alberto Cristofari, Juan Domingo Córdoba Vargas, Bruce Davidson, René Dazy, Anthony Di Gesu, Robert Doisneau, Jillian Edelstein, Oscar Elias, Elliott & Fry, Elliott Erwitt, Marion Ettlinger, Sara Facio, Tullio Parabola, Deborah Feingold, Giorgia Fiorio, Martine Franck, Leonard Freed, Gisèle Freund, Federico Garolla, Alfonso Sanchez Garcia, Francesco Gattoni, Gianni Giansanti, Bruce Gilden, Burt Glinn, Gunter Glücklich, Ara Guler, Philippe Halsman, Albert Harlingue, Chester Higgins jr., Thomas Hoepker, Emil Otto Hoppé, Martin Hunter, Debra Hurford Brown, David Hurn, Graham Jepson, Richard Kalvar, Yousuf Karsh, Roberto Koch, Alvin Langdon Coburn, Sergio Larrain, Cato Lein, David Levenson, Geraint Lewis, Bernard Lipnitzki, Steve Liss, Herbert List, Man Ray, Alex Majoli, Peter Marlow, Eamonn McCabe, Vincent Mentzel, Jacqueline Mitelman, Inge Morath, Oliver Morris, Ugo Mulas, Carl Mydans, Moisei Nappelbaum, Sandy Nicholson, Gianni Occhipinti, Isolde Ohlbaum, Gordon Parks, Paolo Pellegrin, Micheline Pelletier, George Platt Lynes, Gilles Peress, Veronique Pestoni, Bob Peterson, John Phillips, Pablo Picasso, Giuseppe Pino, Tessa Posthuma de Boer, Raghu Rai, Friedrich Rauch, Steye Raviez, Eli Reed, Francis Reiss, Peter Rigaud, Mario Ruiz, Alexander Rodchenko, René Saint Paul, Sebastião Salgado, Lise Sarfati, Claude Schwartz, Ferdinando Scianna, Carl Seelig, Davis Seymour, Beowulf Sheehan, Peter Sibbald, Eugenio Silva, Lord Snowdon, Chris Steele Perkins, Isabel Steva Hernandez, Dennis Stock, Niki Sublime, Horst Tappe, Ted Thai, Carl Van Vechten, Giovanni Verga, Max Voloshin, Patrick Zachmann, Yukichi Watabe, Eudora Welty, Anders Beer Wilse.