Il sistema Nikon offre le soluzioni per qualsiasi necessità richiesta dalla fotografia a distanza ravvicinata, macro e micro. Di seguito gli strumenti indispensabili per affrontare le condizioni di scatto più disparate.

A cura di Valerio Pardi

» Il perché degli accessori » Lenti addizionali
» Lenti addizionali Nikon da 52 e 62mm di diametro » I tubi di prolunga
» Aiutiamo la messa a fuoco » Altre soluzioni
» Facciamo il punto sui G » Soffietto, soluzione definitiva

 

Altre soluzioni

Utilizzando tubi di prolunga o, come vedremo in seguito, il soffietto, si porta a far lavorare l'obiettivo ben al di fuori delle specifiche per cui è stato progettato, con conseguenze anche molto evidenti sul fattore qualità. Un obiettivo viene concepito, anche quelli della serie Micro, per dare il meglio in certe situazioni. Ciò si può semplificare pensando alle distanze che intercorrono tra soggetto/ottica e ottica/sensore; il primo rapporto è sempre maggiore rispetto al secondo, tuttavia, se si allontana molto l'obiettivo dal piano del sensore, con l'interposizione di un certo numero di tubi di prolunga o tramite un soffietto, ci si può trovare a lavorare con una distanza soggetto/obiettivo pari a pochi millimetri e obiettivo/sensore invece decisamente maggiore, centimetri, alle volte anche decine di centimetri. Per riportare il sistema ottico a una condizione di lavoro più vicina a quella per cui è stato progettato e che quindi offre prestazioni ottiche migliori, si può semplicemente invertire la posizione dell'ottica rispetto al sensore, utilizzando il raccordo Nikon BR2A che permette, appunto, di montare l'obiettivo sul bocchettone di innesto ottiche (della fotocamera o del soffietto così come dei tubi di prolunga) dalla parte della lente frontale.

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L'anello BR2A si avvita alla parte frontale dell'obiettivo e consente di agganciare l'ottica invertita alla fotocamera; ciò risulta conveniente quando la distanza ottica/sensore supera quella soggetto/ottica

Così facendo si ricrea il giusto rapporto tra le distanze dal lato frontale dell'obiettivo e dalla parte posteriore. L'anello BR2A ha una filettatura di 52mm, ma tramite anelli di raccordo step up è possibile montare ottiche di qualsiasi diametro. Nel caso di obiettivi con attacco filtri da 62mm, Nikon dispone dell'anello BR-5 da utilizzare in unione al BR2A.

L'anello BR5 consente di montare gli obiettivi con diametro filtri da 62mm sull'anello di inversione ottica BR2A.

Anche in questo caso, l'utilizzo di ottiche Nikkor G, porta a qualche limite pratico.
Con questi obiettivi, non potendo gestire meccanicamente il diaframma, si è costretti a lavorare al valore minimo, spesso però poco utile per via dei valori di diffrazione elevato che crea e per la scarsa luce che lascia passare e che rende molto difficoltosa la messa a fuoco.
Quando si lavora con l'ottica invertita, può diventare complesso cambiare i filtri, in quanto occorrerebbe smontare l'obiettivo dal suo raccordo per il montaggio capovolto. Nikon propone l'aggiuntivo BR3, che si aggancia al retro dell'obiettivo e consente d avere a disposizione una classica filettatura da 52mm, utile anche come piccolo paraluce oltre che per montare e smontare facilmente filtri di questo diametro.

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Con l'obiettivo invertito la lente posteriore rimane molto esposta ad eventuali riflessi, inoltre non è possibile montare filtri. Utilizzando l'accessorio BR3 si protegge la lente da luci parassite e si possono montare filtri o altri accessori
con filettatura da 52mm.

Facciamo il punto sui G

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Nikon ha spazzato via l'obsolescenza con l'utilizzo dello stesso innesto F del bocchettone ottiche dalla prima reflex del 1959 alle attuali reflex digitali. Ciò ha permesso di continuare ad utilizzare accessori e obiettivi, in alcuni casi anche molto specifici, creati nel corso dei decenni di storia di questo marchio. Questo lo considero uno dei maggiori plus di un sistema come quello Nikon. Tuttavia, la continua ricerca e l'innovazione ha modificato alcune caratteristiche pensate oltre 50 anni fa. Una di queste è proprio la trasformazione della ghiera di regolazione del diaframma, presente, da sempre nelle ottiche Nikon, e che oggi invece, nelle ottiche G è scomparsa, con notevoli benefici da un lato, come la possibilità di creare ottiche perfettamente tropicalizzate o migliorare l'interfaccia di gestione oltre a rendere meno frequenti problemi meccanici, ma dall'altro lato, in condizioni particolari e specifiche come nella macrofotografia, possono portare a qualche difficoltà di utilizzo. Ho scritto difficoltà e non impossibilità, perché c'è comunque una valida soluzione anche per queste ottiche. Pur possedendo alcune ottiche specifiche Micro Nikkor, apprezzo le possibilità creative di un'ottica luminosa e performante come l'AF-S NIKKOR 50mm f/1.4G che, se sfruttata a dovere, sa coniugare la morbidezza di resa alle aperture maggiori con la nitidezza che sa tirar fuori ai diaframmi intermedi. La costruzione con la lente frontale piuttosto infossata e il bisogno di ingrandimenti, ne fanno un candidato eccellente per essere utilizzato invertito con l'anello BR2A, che si innesta alla filettatura da 58mm di quest'ottica tramite un anello step-up da 52 a 58mm. Il problema, come abbiamo già avuto modo di verificare, è che con l'ottica in questa posizione, non si può regolare il diaframma, che rimane fisso al valore di f/16.
La soluzione è un anello, che montato sulla baionetta dell'ottica ne permette la regolazione manuale del valore di diaframma. Attualmente lo si può ordinare dal sito www.16-9.net all'indirizzo oppure dal produttore tedesco Novoflex con la sigla EOS/NIK NT.

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Tramite l'anello Novoflex è possibile regolare i diaframmi degli obietti AF G.

Si tratta di un anello che dispone di una levetta meccanica che consente di impostare l'apertura di diaframma desiderata. Non si hanno i valori specifici (f/1.4, f/2, f/2.8,ecc.) ma è facile selezionare tutta apertura, un valore medio e tutto chiuso.

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Spostando la leva si può selezionare l'apertura di diaframma voluta.

Più che sufficiente ad ottenere i risultati cercati. Inoltre, dato che il valore di diaframma lo si può impostare senza soluzione di continuità, facendo riferimento ai disegni impressi sull'anello si può trovare la posizione per il valore di diaframma che porta ad avere il miglior rapporto tra profondità di campo e nitidezza. Problema risolto.