Il sistema Nikon offre le soluzioni per qualsiasi necessità richiesta dalla fotografia a distanza ravvicinata, macro e micro. Di seguito gli strumenti indispensabili per affrontare le condizioni di scatto più disparate.

A cura di Valerio Pardi

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» Lenti addizionali Nikon da 52 e 62mm di diametro » I tubi di prolunga
» Aiutiamo la messa a fuoco » Altre soluzioni
» Facciamo il punto sui G » Soffietto, soluzione definitiva

 

Soffietto, soluzione definitiva

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Non servono obiettivi ultra specialistici per fotografare soggetti di piccole dimensioni, l'importante è poter
contare sui giusti accessori, in questo caso un'ottica Micro Nikkor, il soffietto PB-6 e un paio di flash Nikon SB-600
gestiti in wireless dal flash della fotocamera impiegato come commander.

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Per raggiungere i più alti rapporti di ingrandimento il soffietto rimane l'unica strada percorribile. Nikon propone il modello PB-6, ultimo frutto di un'evoluzione che si è protratta per decenni. Il risultato è uno strumento pratico, robusto e versatile. Il soffietto funziona con lo stesso principio dei tubi di prolunga, solo che offre la possibilità di regolare l'allungamento senza soluzione di continuità, da un minino di 48mm a 208mm, che aumentano fino a 438mm con la prolunga PB-6E.

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Il soffietto Nikon PB-6 offre un allungamento, senza soluzione di continuità, da 48 a 208mm.

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La prolunga BP-6E

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La prolunga PB-6E permette
di raddoppiare l'allungamento del soffietto

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Alla massima estensione si raggiungono i 438mm.


Nello schema, alcune configurazioni ottiche con i rispettivi ingrandimenti raggiungibili.

L'impiego di un soffietto, grazie alla sua particolare costruzione, permette di eliminare possibili flessioni sull'asse ottico provocate da un numero eccessivo di tubi montati tra di loro e di limitare il peso e l'elevata leva che provocherebbero un nutrito numero di accessori metallici collegati alla baionetta del corpo macchina, oltre all'innegabile vantaggio di meglio gestire i rapporti d'ingrandimento più appropriati con estrema facilità. Nel caso dei soffietti, non sarà il corpo macchina a sostenere gli accessori ad esso collegati, ma come avviene per i luminosi teleobiettivi, sarà il soffietto stesso a “tenere” insieme obiettivo e corpo macchina. Il soffietto PB-6 infatti dispone di attacco per il treppiede che può scorrere sulla rotaia a sezione prismatica per trovare il miglior punto di bilanciamento. Proprio la presenza del supporto del soffietto e della rotaia, possono creare qualche difficoltà nel montare la reflex al soffietto stesso, essendo questo stato progettato ancora quando le fotocamere non avevano impugnature ergonomiche come quelle odierne. La parte posteriore del PB-6, quella con l'innesto per la baionetta delle reflex, può essere ruotata di 90° per evitare che l'impugnatura della fotocamera vada a sbattere contro il soffietto stesso mentre la si ruota per completare l'accoppiamento. Ovvero, la fotocamera va montata in verticale, dopodichè può essere riportata in posizione orizzontale. Fanno eccezione alcuni corpi di reflex particolarmente voluminosi, come la Nikon F5, le prime digitali D1, D1H e D1X, D2, D2x, D2H, D2Hs o l'ammiraglia D3 anche nelle declinazioni D3s e D3x, la cui parte inferiore va a sbattere contro alcune parti del soffietto. Come soluzione, Nikon propone i distanziali PB-6D, che allontanano il soffietto dalla rotaia sottostante, inoltre può essere utile utilizzare anche un tubo di prolunga PK11a oppure PK12 per distanziare leggermente la reflex dal corpo del soffietto.

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Il distanziatore PB-6D consente di utilizzare corpi reflex
con battery pack voluminosi senza interferire con la
meccanica del soffietto PB-6.
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Visibili, sopra la manopola del movimento
della cremagliera, le due leve per la chiusura
del diaframma al valore di lavoro.

Quando si monta un obiettivo sul soffietto, i diaframmi possono essere impostati solo direttamente agendo sulla ghiera dei diaframmi dell'ottica, risultano quindi inadatti le ottiche autofocus della serie G, a meno di non utilizzarle invertite con la soluzione proposta nel paragrafo precedente. Due levette poste alla base del bocchettone di innesto obiettivo sul soffietto permettono di chiudere al valore impostato il diaframma prima dello scatto, utile anche per previsualizzare la profondità di campo.

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Poter previsualizzare la profondità di campo è essenziale per verificare che le parti interessanti del soggetto risultino comprese nell'area nitida della foto salvo ipotizzare, su soggetti fermi, tecniche come quelle descritte nell'eXperiece Estendere la nitidezza in macrofotografia.

Queste levette possono essere anche bloccate in posizione per mantenere il diaframma al valore di chiusura impostato, oppure, utilizzando l'apposita presa per lo scatto flessibile doppio, posto sulla parte superiore della standarta anteriore, è possibile chiudere il diaframma prima dello scatto facendo uso di questo accessorio.

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Oltre alle due levette poste alla base della standarda, si può utilizzare uno scatto flessibile
meccanico per chiudere il diaframma.

Il soffietto può essere utilizzato anche come pratico sistema di riproduzione, utilizzando l'accessorio PB-6M che si monta alla fine della rotaia del soffietto. Questo stand dispone di un doppio piano, uno opaco e un secondo opalino traslucido che permette l'illuminazione del soggetto anche per trasparenza.

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L'aggiuntivo PB-6M viene proposto con due fondali tondi removibili. Il primo in alluminio grigio e un secondo in vetro opalino, ideale per la retroilluminazione.
Il PB-6M si monta all'estremità anteriore del binario del PB-6
e una volta agganciato può essere utilizzato con il sistema in orizzontale oppure in verticale.