Satura i colori, controlla i riflessi e risulta molto utile nella maggior parte delle situazioni di ripresa. È uno dei pochi filtri che non si può simulare via software, ecco come funziona e come utilizzarlo al meglio.

A cura di Guido Bartoli

» La polarizzazione della luce » Luce ambiente ed esposizione
» La gamma dei polarizzatori Nikon » I filtri Nikon a innesto per le lunghe focali
» Scurire il cielo nel paesaggio » L'effetto sulla vegetazione
» Controllare i riflessi su acqua, vetro e metallo » Paragone con il software
» Postproduzione con ViewNX2 e Capture NX 2 » Photogallery

 

Controllare i riflessi su acqua, vetro e metallo

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Argentina - Buenos Aires - Puerto Madero. © Franco Cappellari

L'acqua è un'altra superficie in cui la polarizzazione si nota particolarmente: è infatti molto spesso fonte di riflessi di luce con elevato tasso di polarizzazione. La superficie del mare o di un lago spesso riflette una notevole quantità di luce polarizzata linearmente, la quale appare come un riflesso biancastro uniforme che impedisce di vedere il fondo, anche se l'acqua è limpida.
Sia il polarizzatore lineare che quello circolare sono utili per togliere il riflesso della superficie dell'acqua: permettono alla luce riflessa dal fondo (non polarizzata e di minore intensità del riflesso) di arrivare al sensore.
Le classiche foto in cui il mare è di cristallo, che esaltano l'effetto di galleggiamento delle barche tanto affascinante sulle pubblicità dei luoghi di vacanza, sono eseguite con questa tecnica. Il mare è di fatto limpidissimo, ma il riflesso della luce impedisce di percepirlo tale; eliminando il riflesso si aumenta la sensazione di limpidezza.

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Situazione di luce mista: sole e nuvole in montagna.
Il cielo non certo esaltante e un poco di foschia rovinano il campo lungo, producendo anche
un riflesso molto chiaro sull'acqua del laghetto. Anche l'uso di un Picture Control per il paesaggio con regolazioni
per la saturazione dei colori e l'aumento del contrasto non riescono a salvare molto (foto a sinistra in alto).
Il polarizzatore aiuta togliendo il riflesso nel laghetto, schiarendo la vegetazione e riducendo un poco la foschia
(foto a destra in alto). Un taglio della parte alta migliora la situazione nella foto finale.
Il soggetto è il lago di Tovel, ripreso a fine luglio a metà giornata.

Molti materiali plastici polarizzano la luce e il loro colore può essere reso più saturo mediante l'uso del polarizzatore. Analogamente all'acqua si elimina il riflesso speculare della luce, cioè la componente polarizzata che viene riflessa, togliendo dalla superficie di questi oggetti la desaturazione del colore indotta dalla riflessione. Ne risultano colori più vivi e gli oggetti sembrano emergere e acquistare volume.
Oltre alle materie plastiche, altre superfici polarizzano la luce, come le vernici, sia per legno che per metallo, indifferentemente dal loro colore; come pure le lacche protettive.
Grazie a questa proprietà può accadere che le superfici di oggetti di legno, protette da un rivestimento trasparente, acquistino un aspetto fotograficamente migliore usando il polarizzatore al momento della ripresa.
Il solo modo per conoscere l'effetto prodotto dal polarizzatore è quello di provare ad usarlo nella particolare situazione, girando la ghiera fin quando si nota l'effetto voluto. Con la pratica si acquisirà l'esperienza necessaria per riconoscere ad occhio con quale superficie utilizzarlo con profitto.

Un altra applicazione per il polarizzatore è quella di utilizzarlo per eliminare i riflessi sui vetri, in modo da fotografare gli oggetti attraverso.
Tuttavia non è facile ottenere un risultato perfetto alla luce del giorno, in quanto molti sono i riflessi che si combinano in questa situazioni, alcuni con piani di polarizzazione orientati diversamente. Poiché il polarizzatore non agisce su piani diversi contemporaneamente è possibile che rimangano dei residui che fanno intravedere il vetro, rendendo il risultato imperfetto.
Anche i metalli sono soggetti alla riflessione, in genere di tipo circolare, ma ciò è anche determinato dal tipo di vernice che vi è stata stesa superficialmente.

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Il polarizzatore elimina una parte dei riflessi su vetro e metallo, tuttavia non sempre è il toccasana:
la sua azione dipende da una serie di variabili come la direzione di ripresa, il tipo di luce, il trattamento della superficie.


Paragone con il software

In tempi di fotografia digitale viene spontaneo chiedersi se il polarizzatore non possa essere rimpiazzato dal software di elaborazione, come ormai per quasi tutti i filtri, di conversione o creativi che siano.

La prima risposta che si può dare è relativamente ai riflessi su soggetti trasparenti, come il vetro e l'acqua: in questo caso il riflesso toglie visibilità a un oggetto posto dietro la superficie, quindi il polarizzatore è insostituibile per eliminare il riflesso e rivelare il soggetto nascosto.
Il secondo caso a cui pensare è quello del cielo nel paesaggio, di cui abbiamo visto abbondanti esempi: l'azione del filtro è combinata fra lo scurire il cielo e schiarire il fogliame, cosa che riesce difficile da fare in postproduzione.
Tuttavia ci abbiamo provato, utilizzando la potenza di ViewNX 2 e di Capture NX2 per agire sulle varie zone dell'immagine. Il risultato è più che accettabile, ma non esattamente identico.

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Queste sono le immagini utilizzate per la prova di elaborazione al fine di ottenere da un NEF un risultato
simile a quello ottenuto con il polarizzatore in ripresa.
A sinistra in alto l'immagine eseguita senza polarizzazione e con il Picture Control in modalità Neutral.
In basso a sinistra vediamo la stessa inquadratura con il Picture Control impostato su Paesaggio.
A destra la stessa inquadratura, con le medesime regolazioni, ma con il polarizzatore al massimo del suo effetto.