Maestri di oggi e ieri

A cura di:

HENRI CARTIER-BRESSON
"Henri Cartier-Bresson, Lo zen e la fotografia"
a cura di Jean-Pierre Montier, Leonardo Arte, Lire 95.000

Lo studioso di fotografia Jean-Pierre Montier ricostruisce con efficacia il percorso artistico e umano di uno dei mostri sacri della fotografia, mai così evidente nella sua ricchezza grazie alla pubblicazione, accanto alle fotografie più significative, dei suoi dipinti e disegni. E mostra come Cartier-Bresson, autodefinitosi il "fotografo arciere", giunge a teorizzare la poetica del cosiddetto momento decisivo per catturare un'immagine, in sè unica e irripetibile, e sintetizzare il vissuto delle persone fotografate, secondo una filosofia ispirata alla filosofia zen del tiro con l'arco.


Srinagar, Kashmir 1948

"La mia grande passione" scrive Cartier-Bresson "è il ‘tiro fotografico', che è un disegno accelerato, fatto di intuizione e di riconoscimento di un ordine plastico, frutto della mia frequentazione dei musei e delle gallerie di pittura, della lettura e della curiosità per il mondo".

 

 

MIMMO JODICE & PREDRAG MATVEJEVIC
"Isolario Mediterraneo"
Federico Motta Editore, Lire 98.000

"Isolario Mediterraneo" è un viaggio sofisticato attraverso le isole del Mediterraneo, in compagnia di due autori. Il fotografo napoletano Mimmo Jodice e il saggista slavo Predrag Matvejevic.
Il primo, fotografo d'avanguardia attento alle sperimentazioni e alle possibilità espressive del linguaggio fotografico, autore di immagini in bianco e nero rigorose e intense, vuote di presenze ma piene di luce e movimento.


Punta Pedrosa

Il secondo, celebrato per i suoi numerosi libri sul Mare Nostrum, diventa qui autore di brevi saggi poetici sulle isole del Mediterraneo, a suo avviso in grado, più di ogni altra cosa, di "rivelare il destino del Mediterraneo".
Tre capitoli (Spuma, Relitti, Attese) ci portano dalla Laguna veneta fino a Capri e Cartagine, sulle tracce dell'indagine da loro compiuta attorno alle isole, luoghi fisici e, insieme, astrazioni psicologiche.

 

 

JACQUES-HENRI LARTIGUE

Si è tenuta fino al 22 ottobre al Palazzo delle Esposizioni di Roma "La scelta della felicità", prima grande retrospettiva italiana dedicata all'opera di Jacques-Henri Lartigue: 150 fotografie e alcune pagine di album personali di uno dei maestri della fotografia del Novecento.
Il mondo visto attraverso l'obiettivo del fotografo francese (morto nel 1986 a 92 anni) è un mondo felice, pieno di scherzi, di invenzioni, di sole, di vento e di velocità, celebri le sue immagini di macchine in movimento e aeroplani in volo. Uno stile che privilegia l'istante, lo squilibrio, l'immagine colta al volo con grande capacità tecnica e straordinaria leggerezza di tocco.

 

 

Il nuovo spazio espositivo delle Scuderie Papali del Quirinale di Roma ha ospitato fino al 3 settembre "In Cammino".
La mostra, presentata da Contrasto e dall'Agenzia per il Giubileo, racconta in 300 fotografie, raccolte sulle strade dell'esodo dal grande fotografo brasiliano Sebastiao Salgado, l'epopea di centinaia di milioni di persone che hanno dovuto abbandonare la propria terra spezzando i legami con le loro radici, opponendosi a una stabilità a volte millenaria, per mettersi in cammino verso altre destinazioni, trasformandosi per scelta o per necessità in emigranti, profughi, esuli.
Con la consueta potenza espressiva, Salgado descrive e rappresenta il dramma delle migrazioni di massa dei popoli nei cinque continenti di questi ultimi anni, mostrandone allo stesso tempo la dignità, la volontà di integrarsi, il coraggio e la capacità di iniziativa.
Dal 25 ottobre al 7 gennaio 2001 "In Cammino" è a Milano, a Palazzo Arengario.