Corso di fotografia e cultura dell'immagine

A cura di: Insegnanti dell'Istituto Bodoni-Paravia di Torino

I.I.S. Bodoni - Paravia

Luce naturale, luce artificiale ed esposizione

Federico Salzani

Appunti di laboratorio
» Regolazione dell'esposizione » Corretta esposizione in ripresa
» Misura dell'esposizione in pratica » Esposizione con apparecchi digitali
» Illuminazione in studio » Luce artificiale
   

MODI DI ESPOSIZIONE CON APPARECCHI DIGITALI, PRINCIPI GENERALI

Vediamo quel è indispensabile fare e come è possibile intervenire soggettivamente nella ripresa
tenendo conto che alcuni dei modi di utilizzo e delle procedure sono comuni a tutte le macchine,
altri sono specifici della categoria dell’apparecchio in uso.
 

SCATTARE IN TOTALE AUTOMATISMO



Fig. 8
 
Le compatte più semplici consentono di intervenire sui pochi parametri di ripresa, le reflex con obiettivo intercambiabile o fisso danno maggior libertà di scelta. Su molti apparecchi sono presenti dei programmi detti “scene” che predispongono la macchina per le più comuni situazioni di ripresa: ritratto, panorama, sport, macro (ripresa a distanza ravvicinata) etc. Nella fig. a sinistra vediamo la ghiera di una reflex sulla quale le “scene” sono rappresentate da icone (zona indicata dalla freccia rossa) comuni alla gran parte degli apparecchi.

Scegliendo una di queste opzioni, l’impostazione della sensibilità, il tempo di esposizione, il diaframma e la messa a fuoco verranno effettuate dalla fotocamera in base a parametri di fabbrica, ed in caso di luce insufficiente potrà attivarsi automaticamente il flash.


Prima di scattare dobbiamo impostare manualmente la qualità di immagine, RAW oppure JPEG, in base all’utilizzo che faremo della fotografia, ad esempio:


- per il WEB JPEG basic
- per la stampa standard JPEG fine
- per la stampa di qualità RAW

Se è montato uno zoom, guardando nel mirino sceglieremo la focale più adatta alla situazione; premendo il pulsante di scatto a mezza corsa, la macchina metterà a fuoco e misurerà l’esposizione in una zona evidenziata nel mirino, solitamente al centro: fatta la misurazione, si potrà ricomporre l’inquadratura tenendo sempre premuto a metà corsa il pulsante di scatto (vedi Fig. 8).
 

SCATTARE INTERVENENDO
In molte situazioni gli automatismi dell’apparecchio portano a risultati soddisfacenti, ma per il raggiungimento dei risultati progettati si dovrà intervenire, specie in studio, per motivi tecnici o creativi scegliendo i programmi che consentono di realizzare un maggior controllo sull’esposizione (in Fig. 8 sono indicati dalla freccia nera):

P program: la macchina sceglierà il tempo più breve ed il diaframma più chiuso consentiti dalle condizioni di luce presenti sulla scena. In gran parte dei casi questa soluzione ci permette di ottenere risultati soddisfacenti.

S priorità dei tempi: la macchina imposterà il diaframma adatto al tempo di esposizione deciso dal fotografo. Sceglieremo questa funzione se vogliamo fermare il movimento del soggetto o minimizzare gli effetti delle vibrazioni dell’apparecchio (ad esempio usando focali lunghe)

A priorità dei diaframmi: la macchina imposterà il tempo di esposizione adatto al diaframma deciso dal fotografo. Imposteremo questo programma se la regolazione della profondità di campo è essenziale nella composizione della foto che stiamo scattando

M manuale: il fotografo può scegliere sia il tempo che il diaframma, utilizzando le indicazioni dell’esposimetro incorporato nell’apparecchio. Questa opzione permette il massimo controllo sull’esposizione, la profondità di campo e la possibilità di fermare il movimento del soggetto; va ricordato che su gran parte degli apparecchi digitali l’impostazione manuale di tempi e diaframmi è piuttosto lenta, prolungando la fase di preparazione dello scatto. In pratica useremo questo programma se abbiamo il tempo per curare l’immagine, come nella fotografia di paesaggio e di architettura, o nella ripresa di oggetti in studio.

Utilizzando i programmi P A S o M, potremo impostare la sensibilità e scegliere di utilizzare o meno il flash. Ci sarà anche la possibilità di indicare all’apparecchio il tipo di sorgente luminosa usato (WB: white balance, bilanciamento del bianco): luce del sole, cielo nuvoloso, ombra, luce al tungsteno, lampade fluorescenti, flash o di optare per il WB automatico.
 

CONSIDERAZIONI SUGLI AUTOMATISMI DEGLI APPARECCHI
La messa a fuoco automatica funziona in modo imperfetto:

  • con bassi livelli di illuminazione
  • con soggetti che non presentano sufficienti dettagli
    (ad es. vaste superfici uniformi)
  • è indispensabile scegliere il modo di messa a fuoco corretto per le contingenti esigenze
    di ripresa
    gli automatismi di esposizione:
  • non possono rimediare ad un elevato contrasto di illuminazione
  • è indispensabile scegliere il programma corretto per le contingenti esigenze di ripresa

La tecnologia è in costante movimento, i tipi di apparecchi commercializzati sono centinaia con caratteristiche e peculiarità disparate. Quindi per conoscere le potenzialità della propria macchina è di capitale importanza la lettura dei manuali di istruzione; se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti e perdite di tempo prima di iniziare a scattare è opportuno consultare almeno i fogli di istruzioni abbreviate.