Corso di fotografia e cultura dell'immagine

A cura di: Insegnanti dell'Istituto Bodoni-Paravia di Torino

I.I.S. Bodoni - Paravia

Luce naturale, luce artificiale ed esposizione

Federico Salzani

Appunti di laboratorio
» Regolazione dell'esposizione » Corretta esposizione in ripresa
» Misura dell'esposizione in pratica » Esposizione con apparecchi digitali
» Illuminazione in studio » Luce artificiale
   

REGOLAZIONE DELL'ESPOSIZIONE, LEGGE DI RECIPROCITÀ

OTTURATORE

Fig. 1
Al momento dello scatto l’otturatore si apre, lascia scoperto il materiale sensibile per il tempo prescelto e quindi si richiude. Gli otturatori più diffusi sono: centrale, montato all’interno dell’obiettivo in prossimità del diaframma; a tendina (fig. 1), montato nel corpo macchina il più vicino possibile al materiale sensibile. L’otturatore a tendina è costituito da due tendine che possono aprirsi completamente lasciando scoperto tutto il formato del fotogramma:

per i tempi lunghi oppure parzialmente, come una fessura che scorre sulla pellicola
per i tempi brevi

L’otturatore a tendina è tipico degli apparecchi reflex piccolo formato ed è presente su alcuni apparecchi di medio formato; ha il vantaggio di consentire tempi di posa molto rapidi (1/8000) ma limita l’uso del flash ai tempi più lunghi. L’otturatore centrale è costituito da una serie di lamelle simili a quelle del diaframma, ma che si aprono e chiudono completamente. È montato sugli obiettivi per medio e grande formato e su macchine di piccolo formato non reflex; ha tempi che solitamente arrivano a 1/500 e presenta il vantaggio di poter usare la luce lampo con qualsiasi tempo di esposizione.
 

I tempi sugli otturatori più comuni sono questi (dal più breve al più lungo):
1/2000  1/1000  1/500  1/250  1/125  1/60  1/30  1/15  1/8  1/4  1/2  1



DIAFRAMMA

Fig. 2
Come abbiamo già visto, il diaframma è un’apertura regolabile presente in tutti gli obiettivi da ripresa e da ingrandimento; oltre alla sua funzione principale, la regolazione dell’esposizione con incrementi del doppio ad ogni scatto (o stop), serve a tagliare i raggi di luce periferici per migliorare le caratteristiche qualitative dell’obiettivo.
Combinando opportunamente l’apertura di diaframma con il tempo di posa si potrà variare la quantità di luce che giunge sul materiale sensibile, determinando la corretta esposizione di quest’ultimo e ottenendo contemporaneamente di sfruttare la possibilità di fermare il movimento del soggetto, di variare la profondità della zona messa a fuoco o di minimizzare l’effetto delle vibrazioni dell’apparecchio.


La scala standardizzata dei diaframmi (dal più aperto al più chiuso) è la seguente:

1  1,4  2  2,8  4  5,6  8  11  16  22  32  45  64  90  etc

LEGGE DI RECIPROCITÀ, CORRISPONDENZA FRA TEMPI E DIAFRAMMI
La legge di reciprocità dice che:


E = Jxt

l’esposizione è il prodotto dell’illuminamento (J) per il tempo di esposizione (t)

J è regolato dal diaframma, t dall’otturatore; In base a questa legge si può tenere l’esposizione invariata aumentando l’apertura di f/ (J) e diminuendo proporzionalmente t, e viceversa; aumentare o diminuire l’esposizione aumentando o diminuendo solo t, solo J o ambedue.

EFFETTO SCHWARZSCHILD O CADUTA DELLA LEGGE DI RECIPROCITÀ
La legge di reciprocità vale solo entro precisi limiti che cambiano per ciascun tipo di materiale; a valori estremi (molto alti o molto bassi) di J o t la legge cade e l’emulsione, in pratica, perde di sensibilità.


PROMEMORIA PER L'ESPOSIZIONE

L'esposizione non varia se:
   il diaframma si chiude
il diaframma si apre    
f/

t
1,4
|
1/2000
2
|
1/1000
2,8
|
1/500
4
|
1/250
5,6
|
1/125
8
|
1/60
11
|
1/30
16
|
1/15
22
|
1/8
i tempi raddoppiano  
 i tempi si dimezzano

L'esposizione raddopia se:
il diaframma non varia
f/

t
1,4
|
1/2000
1,4
|
1/1000
1,4
|
1/500
1,4
|
1/250
1,4
|
1/125
1,4
|
1/60
1,4
|
1/30
1,4
|
1/15
1,4
|
1/8
i tempi raddoppiano
 

L'esposizione raddopia se:
il diaframma si apre
f/

t
22
|
1/2
16
|
1/2
11
|
1/2
8
|
1/2
5,6
|
1/2
4
|
1/2
2,8
|
1/2
2
|
1/2
1,4
|
1/2
i tempi non variano
 

L'esposizione dimezza se:
il diaframma non varia
f/

t
22
|
1/2
22
|
1/4
22
|
1/8
22
|
1/15
22
|
1/30
22
|
1/60
22
|
1/125
22
|
1/250
22
|
1/500
i tempi si dimezzano
 

L'esposizione dimezza se:
il diaframma si chiude
f/

t
1,4
|
1/250
2
|
1/250
2,8
|
1/250
4
|
1/250
5,6
|
1/250
8
|
1/250
11
|
1/250
16
|
1/250
22
|
1/250
i tempi non variano
 

Nel linguaggio tecnico si usa il termine “stop” per indicare un raddoppio o un dimezzamento dell’esposizione; aprire di uno stop senza nessuna altra istruzione significa raddoppiare l’esposizione indipendentemente dal sistema usato (sui tempi o sui diaframmi); altrimenti si indica esplicitamente: “aprire di uno stop sui diaframmi”. Ad esempio, per aprire di due stop:


esposizione iniziale: t 1/60 a f/11
aprire di 2 stop sui diaframmi: t 1/60 a f/5,6
aprire di 2 stop sui tempi: t 1/15 a f/11
aprire di 2 stop su t e f/: t 1/30 a f/8

Le soluzioni adottate hanno lo stesso risultato per quanto riguarda l’esposizione ma effetti diversi su altre caratteristiche dell’immagine.

Andate a questo indirizzo:
www.photonhead.com/simcam/shutteraperture.php

per trovare una macchina fotografica virtuale che evidenzia la relazione fra tempi, diaframmi, esposizione e messa a fuoco.
Il sito è in inglese, ma basta ricordare che:
shutter = otturatore
aperture = diaframma
shoot it = scatta