Il nuovo kit Reflex Macro Close-Up proposto da Nital con codice 512262, permette di muovere i primi passi nella ripresa a distanza ravvicinata abbinando risultati di qualità a un’estesa compatibilità per impiegare un unico diametro lente Close-Up sui più diffusi diametri portafiltri obiettivo.
 

Introduzione Come funzionano le lenti addizionali
Il Kit macro Sul campo
Anche per Nikon 1 Soluzioni creative
In poche parole... Dove acquistare e Photogallery

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La proposta Nikon per un kit Reflex DSLR più Obiettivo è estremamente varia e versatile. Qualunque sia la scelta, una Nikon D3100 in abbinamento al Nikkor AF-S DX NIKKOR 18-55mm f/3.5-5.6G VR oppure una Nikon D7000 con Nikkor AF-S DX 18-105mm f/3.5-5.6G ED VR, la libertà creativa che offrono va ben oltre le normali esigenze fotografiche di chi si avvicina alla fotografia. Risoluzione e sensibilità del sensore permettono di ottenere immagini di qualità elevata e la possibilità di intervenire su ogni parametro di scatto evita qualsiasi limite alla creatività. Gli obiettivi, inoltre, offrono un range di focali tra le più utilizzate ed utili per le foto di tutti i giorni. Dal medio grandangolo al tele significa potersi avvicinare alla fotografia di paesaggio, ritratto, reportage, sportiva e addirittura quella astronomica senza dover necessariamente acquistare un’ottica specifica. Certamente, dopo aver individuato il tipo di fotografia che più ci rappresenta e che siamo soliti praticare, la scelta di un obiettivo specifico non può che aumentare ulteriormente, da un lato la qualità intrinseca delle foto prodotte, dall’altro lato eleva la soddisfazione personale di chi realizza queste foto. Un ottimo incentivo quindi per la passione fotografica. Ma se per la maggior parte dei generi fotografici, ci si può avvicinare con l’ottica zoom standard compresa nel kit della fotocamera, la fotografia a distanza ravvicinata, o più comunemente conosciuta come macrofotografia, mostra, forse, l’unico limite di questi zoom “standard”. Infatti la messa a fuoco minima non è sempre sufficiente a riprendere piccoli oggetti o particolari ad un ingrandimento sufficiente a riempire il fotogramma. Nikon, d’altra parte, vanta un sistema di ottiche dedicate alla macrofotografia che definire storico è addirittura riduttivo. Nel catalogo Nikon figurano ben cinque ottiche dedicate alla macrofotografia e individuabili per la denominazione “Micro” nella sigla dell’obiettivo stesso. Si tratta dei: AF Micro-Nikkor 200mm f/4D IF-ED, AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED, AF-S DX Micro NIKKOR 85mm f/3.5G ED VR, AF-S Micro NIKKOR 60mm f/2.8G ED e l’AF-S DX Micro NIKKOR 40mm f/2.8G. Nikon, inoltre, grazie all’utilizzo dello stesso attacco a baionetta, virtualmente identico dai primi modelli del 1959 ad oggi, permette di utilizzare anche le precedenti generazioni di ottiche AF e addirittura le “vecchie” ottiche manual focus, AI e AI-S anche sui più recenti corpi digitali.

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Nikon ha diverse soluzioni dedicate alla macrofotografia. Tra queste spiccano un “economico” AF-S DX Micro NIKKOR 40mm f/2.8G, un’ottica che permette di avvicinarsi alla fotografia a distanza ravvicinata di qualità. Le recenti reflex, tuttavia, possono utilizzare anche obiettivi macro delle passate generazioni, come il Micro Nikkor 55mm f/3,5 degli anni ’70 qui raffigurato, ma bisogna mettere in conto di sacrificare gli automatismi delle recenti fotocamere.

Lo scotto da pagare però è la perdita dell’autofocus nelle fotocamere non dotate di motore AF integrato e, con alcune ottiche più datate, anche della possibilità di affidarsi all’esposimetro per misurare la corretta esposizione da applicare allo scatto. Limitazioni che se da un lato non sono impossibili da aggirare per un fotografo con un po’ di esperienza, non sono certamente la soluzione ottimale per chi si sta avvicinando alla fotografia a distanza ravvicinata. Perdere le possibilità offerte dai moderni e sofisticati sistemi esposimetrici e autofocus, oltre che della possibilità di sfruttare anche il VR nelle riprese a mano libera, è una limitazione fin troppo invasiva per chi non ha ancora maturato una sufficiente esperienza nell’utilizzo della reflex. Nital viene in aiuto proponendo un kit dedicato a tutte le principali ottiche zoom e non, dell’ampio catalogo di obiettivi Nikkor. Si tratta di una soluzione made in Italy by Nital che si affianca alle precedenti Jumbo MBS per raddoppiare la risoluzione, alla Spider per fornire supporto anulare orientabile per flash wireless ma anche per la ripresa Macro con COOLPIX P7100.

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Il Kit Reflex Macro Close-Up è una soluzione Nital, nata dall’estro e dalla creatività di Giuseppe Maio, che ha ascoltato le esigenze dei fotoamatori per fornire loro una soluzione versatile per la macrofotografia alla portata di tutti. Soluzione compatibile anche per impieghi di illuminazione wireless flash con il supporto Spider.


Il kit Reflex Macro Close-Up permette di entrare nell’affascinante mondo della macrofotografia grazie ad una soluzione tanto semplice quanto efficace oltre che versatile grazie all’estesa compatibilità con il parco ottiche Nikkor per Reflex ma anche per il sistema 1 Nikkor per Nikon 1. L’idea si basa sull’utilizzo di due lenti addizionali e di una serie di anelli adattatori che ne consentono un facile utilizzo sulla quasi totalità degli obiettivi Nikon AF. In questo modo, l’obiettivo può mettere a fuoco a distanze di messa a fuoco ben inferiori a quella minima offerta dall’obiettivo “nudo” e si possono così raggiungere rapporti di ingrandimento maggiori. In una parola: macro.

Come funzionano le lenti addizionali

Le lenti addizionali sono semplici sistemi ottici, composti per lo più da una sola lente positiva, che, abbinate a un obiettivo, permettono di raggiungere fattori di ingrandimento più elevati grazie alla minore distanza di messa a fuoco raggiunta. Esteticamente assomigliano a un normale filtro da avvitare sulla filettatura frontale dell’obiettivo, ma a un controllo più accurato, si può facilmente individuare la curvatura della lente, che a differenza di un normale filtro a facce pian parallele, è necessaria per modificare l’inclinazione dei raggi incidenti all’obiettivo, e produrre così un maggiore ingrandimento in fase di ripresa.

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Le lenti addizionali del kit Reflex Macro Close-Up hanno una filettatura da 62mm e due diverse diottrie: +2D e +4D.
I numerosi anelli di raccordo a corredo permettono il loro utilizzo su una varietà estesa di obiettivi. Le due diottrie a corredo da usarsi singolarmente ma anche contemporaneamente per l’ottimale utilizzo in base all’obiettivo in uso.


Sono quindi, semplificando il concetto, delle lenti di ingrandimento da abbinare agli obiettivi. Le lenti addizionali hanno varie “potenze”, ovvero capacità di ingrandire il soggetto e vengono identificate in diottrie (+1, +2, +4, +5, ecc…). La diottria di una lente addizionale è correlata alla sua lunghezza focale. Infatti, le lenti positive, hanno una lunghezza focale ben definita, esattamente come gli obiettivi che si montano sulla reflex o che corredano le compatte. La lente addizionale è quindi un obiettivo “essenziale”, composto da una sola lente poiché non è necessario correggere le eventuali aberrazioni generate dalla stessa poiché verrà abbinata a un obiettivo, la cui costruzione ottica complessa, consente di alleviare gli eventuali difetti ottici apportati dall’aggiunta di un’ulteriore lente nello schema ottico originale dell’ottica. La lunghezza focale (in metri) di una lente addizionale è data dall’inverso delle sue diottrie. Pertanto, una lente addizionale di 2 diottrie (come una delle due lenti addizionali presenti nel Kit Macro) ha una lunghezza focale uguale a mezzo metro, ovvero 500mm, ricavato dalla semplice formula F=1/D espressa in metri. Il modello invece da 4 diottrie ha una lunghezza focale di 250mm e se si utilizzano assieme (4+2) la focale risultante sarà di 167mm (1.000mm/6). L’abbinamento di una lente addizionale a un obiettivo porta ad una riduzione della focale risultante. Più precisamente la focale generata dall’accoppiata lente addizionale e obiettivo è pari al rapporto tra il prodotto e la somma delle focali in gioco.

Fn=(Fo*Fa)/(Fo+Fa), dove Fn è la nuova focale, Fo è la focale dell’obiettivo e Fa è la focale della lente addizionale. Il rapporto di ingrandimento ottenibile invece si trova con la formula R=Fo/Fn.

Da queste semplici formule appare evidente come l’ingrandimento aumenti con l’incremento delle diottrie delle lenti addizionali e con l’aumento della lunghezza focale dell’obiettivo utilizzato. Per ottenere l’ingrandimento più elevato possibile con un dato corredo occorrerà quindi utilizzare l’obiettivo con la focale maggiore abbinato alla lente addizionale con la diottria più elevata, o più lenti addizionali, ricordando infatti che le diottrie si sommano nell’utilizzo di più lenti. Ovviamente va tenuto presente che ogni lente addizionale introduce delle aberrazioni, tanto più evidenti quanto più la diottria è elevata, e man mano che si sale con gli ingrandimenti, l’obiettivo a cui è abbinato potrebbe non riuscire a contenere adeguatamente le aberrazioni ottiche generate dalla lente addizionale.