Nel primo confronto, le immagini su supporto analogico hanno dovuto cedere il passo a favore delle foto ottenute con le moderne DSLR. Questa volta cambiamo i parametri di confronto, per cercare di fugare qualsiasi dubbio possa essere ancora rimasto e vedere i veri limiti di entrambe le tecnologie. Chi vincerà?


La metodologia della prova Gli strumenti utilizzati
Nuovo confronto analogico vs digitale Il digitale si scontra con il digitale, ovvero 10 Mpixel, 6 Mpixel o pellicola?
La pellicola al microscopio Il verdetto è unanime?

 

La metologia della prova

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L'eterno dubbio rimane. Nel precedente articolo sul confronto tra pellicola e digitale, la vecchia emulsione ne è uscita decisamente male su tutti i fronti: grana, dettaglio e nitidezza sono stati tutti a favore del digitale. Certo, la prova l'ho impostata su quello che potrebbe essere definito un tipico utilizzo di entrambi i sistemi. Premesso che il corpo reflex non influisce sulla qualità delle foto realizzate a pellicola, il resto del test è stato condotto cercando di rendere quanto più omogeneo possibile il confronto tra i due sistemi.

Per alcuni scatti ho utilizzato un obiettivo zoom, tra quelli che offrono la maggior uniformità di resa al variare delle focali, come il Nikon AF 35-70mm f/2.8, ovviamente impiegato diaframmato per utilizzarlo nelle migliori condizioni. Con lo zoom ho potuto realizzare le immagini sia alla stessa focale, e quindi con angoli di campo diversi tra i due sistemi ma con lo stesso rapporto di riproduzione sul sensore/pellicola, sia a focali diverse per mantenere inalterato l'angolo di campo ma avvantaggiando la pellicola che ha così potuto beneficiare di una dimensione dei particolari ingranditi di circa 1,5X. Ovviamente entrambi i metodi offrono pro e contro, infatti se da un lato abbiamo la riproduzione dello stesso dettaglio con le medesime dimensioni sul sensore/pellicola, ci si scontra però con angoli di campo ben diversi provocati dalle dimensioni differenti dei due supporti (pellicola e sensore in formato DX).

Non appagato da questo, ho provato anche il confronto utilizzando lo stesso obiettivo, in questo caso l'eccellente Nikon AF DC 135mm f/2, cercando di mantenere le dimensioni angolari del soggetto simili allontanandomi opportunamente tra uno scatto e l'altro, ben conscio del cambio di prospettiva ma assolutamente necessario per mantenere le dimensioni confrontabili del soggetto riferite ai lati dell'immagine. Appurata la delicata metodologia di ripresa, la parte dedicata al raffronto è ancora più problematica. Si tratta di due tecnologie di natura particolarmente diversa e la soluzione più immediata è stata quella di eseguire un raffronto in digitale, poiché ormai l'elaborazione su computer ha fatto da tempo il suo ingresso anche nel mondo analogico tramite l'acquisizione dei negativi o diapositive attraverso lo scanner. Questa soluzione, pur potendo introdurre variabili a sfavore degli scatti su pellicola per via della conversione aggiuntiva analogico/digitale mediata dalla qualità della tecnologia scanner, è quella che verosimilmente si può riscontrare nel caso del fotoamatore medio, che in passato ha acquisito i suoi migliori scatti su pellicola proprio tramite uno scanner ed ora invece opera direttamente in digitale.

Questa prova, lo sottolineo ancora una volta, non vuole sostituirsi ad una prova scientifica, ma si propone di cercare di confrontare due tecnologie differenti direttamente sul campo, come è la natura e lo scopo stesso delle Experience, ovvero come verrebbero utilizzate normalmente da comuni fotografi in tradizionali situazioni di lavoro. Le prove, d'altra parte sono anche perfettamente ripetibili da chiunque, avendo fornito tutti gli aspetti tecnici di ripresa e i luoghi da cui sono state eseguite le riprese.

Malgrado tutto ciò, la differenza tra i due sistemi è apparsa ancor più evidente di qualsiasi aspettativa pro-digitale. Nel precedente test, mi ero però affidato ad uno scanner di fascia media che, pur rappresentando meglio la qualità comunemente ottenibile dai fotoamatori dotati di strumentazione valida ma non al top delle prestazioni, potrebbe aver introdotto un decadimento apprezzabile nel passaggio tra analogico e digitale degli scatti su pellicola. Ho così ripetuto la prova utilizzando quanto di meglio offre il mercato: lo scanner Nikon Coolscan 5000 ED. Per fugare ogni ulteriore dubbio sulle reali potenzialità della pellicola, ho eliminato anche il filtro provocato dall'utilizzo dello scanner, seppur di ottima qualità, effettuando una ripresa al microscopio delle diapositive in questione e confrontando i risultati con lo stesso particolare fortemente ingrandito ottenuto con la digitale, che ricordo è una Nikon D200. Ciò ha permesso, senza ombra di dubbio, di verificare efficacemente il dettaglio massimo riscontrabile sull'emulsione a diretto confronto con la stessa immagine digitale. A questo si è poi aggiunta una nuova sessione di shooting in esterni, che ha visto il confronto sul campo non solo tra digitale e pellicola, ma bensì un triangolare che ha visto sfidarsi due DSLR da 10 Mpixel e da 6 Mpixel, direttamente a confronto nuovamente con la pellicola. Non vi anticipo certo l'esito delle prove, ecco però come sono andati i fatti.