Di Mauro Minetti

Ideale e specializzato per lo "sviluppo" di file RAW-NEF ma utilissimo anche per migliorare i file JPG delle COOLPIX.

6. Esempio classico

 

Esempio classico
Supponiamo la classica gita in alta montagna, dove le difficoltà di una corretta ripresa aumentano a causa delle forti luci, una maggiore intensità dei raggi ultravioletti (UV), unitamente alla scelta di un corretto bilanciamento del bianco (WB). A queste difficoltà dobbiamo aggiungere l'impossibilità di poter valutare attraverso il monitor della fotocamera quale impostazione sia ideale per quella situazione di luce, sia per causa della sua forte intensità quanto per indossare in queste circostanze degli occhiali da sole che non ci permettono le giuste valutazioni, oltre che di farci vedere una differente gamma cromatica.
Gli automatismi, in queste circostanze, il più delle volte producono dominanti indesiderate, tonalità troppo fredde, ma anche una specifica scelta di WB non sempre risulta quella opportuna per quella "temperatura" della luce.
Senza contare poi, che molte volte si accende la macchina fotografica e si scatta senza controllare i parametri assegnati…
Con Nikon Capture potremo correggere gli errori, ammesso di non aver sbagliato completamente in fase di ripresa (acquisizione), grazie ad un margine di tolleranza elevato, eccezion fatta per le alte luci.
La procedura illustrata è ovviamente di carattere generale, riferita ad un file scattato in qualità JPG, in modo da indicare una delle tante strade percorribili per arrivare all'ottenimento di un risultato migliorato.
1) Apriamo il file da correggere con Nikon Capture.
2) Portiamo la visione del file al 100% con il menù View - View Image at 100% (o doppio click su lente).
3) Scorrendo l'immagine a video, analizziamo la presenza del "rumore" nelle parti del cielo. Nel canale del blu, di solito, è quello dove si manifesta con più evidenza.
4) Con il controllo NOISE REDUCTION, impostiamo, ad esempio, ad un livello 4 tale valore di riduzione.
5) Con il controllo delle CURVE ristabiliremo la giusta tonalità utilizzando gli strumenti di misurazione dei punti neri (valori bassi di input ed output sulla tonalità prossima al nero), bianchi (valori alti di input ed output sulle tonalità bianche) e neutri (equivalente alla metà del valore di gamma sulla tonalità grigia). In molti casi, anziché intervenire sui singoli pixel è sufficiente utilizzare il pulsante del contrasto automatico, ammesso di aver impostato correttamente le preferenze.
6) A questo punto, se l'esposizione ci sembra corretta, passiamo alla regolazione della nitidezza, altrimenti spostiamo il cursore centrale del grafico presente, al centro dello stesso sull'asse in basso, per regolare la sotto o sovra esposizione.
7) Regoliamo la nitidezza dell'immagine con il controllo Unsharp Mask, dove in questa situazione non possiamo fare altro che agire sull'intera gamma RGB essendo predominanti i colori tendenti al bianco ed al nero. Regoliamo l'intensità di applicazione tenendo bene sotto osservazione il comportamento dell'immagine per evitare di arrecare ulteriori disturbi o troppa esaltazione delle zone a forte contrasto. Proviamo, ad esempio ad impostarla ad un valore non superiore al 20%. Tale valore, abbiamo detto nel relativo capitolo, è variabile a seconda della fotocamera utilizzata e dalle impostazioni della stessa in fase di ripresa.
8) A questo punto non ci resta che regolare la saturazione con il controllo Color Booster, dove a piacere regoliamo la sua intensità, senza esagerare.

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Esempio ottenuto dalla descrizione del processo di elaborazione

9) Se riteniamo che le correzioni apportate al file esaminato possano essere applicabili agli altri scatti realizzati nella stessa giornata, memorizzeremo tale setting per utilizzarlo con le altre immagini da correggere. In questo modo, velocizzeremo il tempo di lavoro nel caso ci trovassimo a dover correggere molti file della stessa gita.
10) Ultimate le modifiche, dovremo salvarle registrando un nuovo file per evitare di non poter più disporre di quello originale per eventuali altre elaborazioni tramite software. Con il Save as (salva con nome) sceglieremo di registrarlo nel formato TIFF per evitare di diminuire la sua qualità. Se scegliessimo di registrarlo nel formato JPG, la compressione porterebbe all'inevitabile perdita di ulteriori dati, già ridotti al momento dello scatto.

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Altro esempio ottenuto dalla descrizione del semplice processo di elaborazione