3. Dimensione immagine
5. Formato di registrazione 6. Registrazione
7. Cornici 8. Trasformazione in bianco e nero
9. Riepilogo flusso di lavoro 10. Conclusioni

 

Premessa
Con la fotografia digitale, è inevitabile che prima o poi scatti dentro di noi la voglia di mostrare in rete le nostre foto, vuoi per soddisfazione personale di uno scatto, vuoi per sentire l’opinione degli altri, ma anche solo per il gusto di avere una pagina dedicata aperta al mondo, grazie ad internet che ha permesso di condividere con gli altri anche le proprie emozioni.

Oggi ottenere una buona immagine digitale è diventato abbastanza semplice, grazie alle nuove fotocamere digitali in grado di acquisire uno scatto di alta qualità senza grande impegno da parte del fotografo, sia per le potenzialità e precisioni degli automatismi, sia per la qualità dei sensori in continua evoluzione, senza per questo sottovalutare l’abilità dell’autore. Prima di questi apparecchi, la fotografia digitale era realizzata tramite la pellicola, impressa mediante una macchina fotografica analogica, che passava dopo il suo sviluppo in uno scanner per diventare “digitale”, richiedendo una preparazione non indifferente da parte dell’operatore sul software di scansione, oltre che di un lavoro accurato per l’eliminazione della polvere, graffi, grana, ed altri aspetti di disturbo per la qualità che si voleva ottenere.

Nel tempo, anche gli scanner hanno raggiunto una migliore facilità di utilizzo grazie al loro software sempre più evoluto, e di conseguenza anche più qualità nel risultato dell’immagine acquisita.

La prima cosa da tenere in considerazione nella pubblicazione sul web di una nostra immagine, è che essa sarà vista esclusivamente dal monitor di tutti gli utenti della rete, quindi senza necessità di essere stampata.

E’ importante tenere presente il concetto che l’immagine per il web richiede una preparazione diversa rispetto a quella della stampa, seppure certe regolazioni siano analoghe o addirittura identiche.

Il fatto stesso che il monitor non sia in grado di visualizzare oltre i 96 dpi dovrebbe farci capire che è perfettamente inutile mantenere il nostro file digitale oltre tale risoluzione: si visualizzerebbe solo l’immagine più ingrandita, senza aggiungere qualità. Limitando a 96 dpi la sua risoluzione, otterremo una riduzione anche del suo “peso”, ed una volta pubblicata in un sito web la sua visualizzazione sarà anche veloce.

Dopo questa prima considerazione, dobbiamo pensare alla cosa più importante, ovvero a far rendere la nostra immagine bella, sia per nitidezza quanto per i colori, per tutti quelli che la osserveranno dal loro computer.

Ecco che a questo punto, diventa di fondamentale importanza l’uso di un software di fotoritocco, senza il quale non potremo mai ottenere un risultato adatto alla pubblicazione sulla rete, salvo accettare il risultato ottenuto in fase di scatto e ridimensionato per lo scopo.

In questo experience prendiamo in considerazione il software più conosciuto (Adobe Photoshop), ma è chiaro che lo stesso risultato è ottenibile da qualsiasi altro programma in grado di elaborare le nostre immagini, così come le regolazioni ed i metodi spiegati siano da intendersi puramente indicativi e non vincolanti per i propri gusti e necessità.